Auguri di Buon Natale da Ares

Giovedì 11 dicembre si è tenuto il consueto brindisi natalizio nella nostra sede di Via Santa Croce 20/2 a Milano. Per l’occasione il direttore editoriale Alessandro Rivali ha raccontato gli avvenimenti importanti del 2025 e scovato dagli archivi storici alcune poesie che ci piace trasmettervi anche in questa sede per augurarvi un Santo Natale.

Buon Natale da Ares

Cari amici,

volevo farvi i miei più sentiti auguri di Buon Natale raccontandovi un anno di Ares e lasciandovi in dono un paio di “sorprese” dal nostro archivio.

Non posso ricordare, come vorrei, tutti gli autori e i titoli del 2025 (a cui va tutta la mia gratitudine per aver scelto Ares), ma vi segnalo una manciata di opere che hanno lasciato un particolare segno tra i nostri lettori, in primo luogo, Viva la poesia, l’ultimo libro di Papa Francesco curato da Antonio Spadaro, un testo su cui sono uscite toccanti testimonianze tra cui quella d’oltreoceano di Patty Smith e di tanti poeti (alcune letture splendide sono apparse sull’Osservatore Romano).

Per la Narrativa è arrivata in scuderia una bestsellerista come Natalia Fenollera (tradotta in 70 Paesi): abbiamo rilanciato la sua Signorina Prim e da poche settimane è uscito l’inedito e commovente racconto di Natale.

Anche se la cultura è la Cenerentola del nostro tempo, continuiamo a credere nei Classici e per questo la nostra collana Belos è cresciuta con ben quattro titoli: Edipo a Colono, Prometeo, Trachinie e Filottete nella magistrale versione del maestro Ezio Savino.

Nella collana dei Profili quest’anno abbiamo proposto George Orwell, Giorgio Caproni, Rainer Maria Rilke, Stefan Zweig, Giovannino Guareschi e Irène Némirovsky.

Tra le grandi biografie, segnalo quella di Antonio Salieri (a 200 anni dalla morte), della regina Maria Cristina di Savoia, nonché l’autobiografia di Fulton Sheen.

Naturalmente una parte fondamentale del nostro catalogo riguarda la Spiritualità e le Vite dei Santi. In vista della loro canonizzazione, abbiamo preparato le agili biografie di Pier Giorgio Frassati e di José Gregorio Hernández, il primo santo del Venezuela.

Per la Poesia, Corrado d’Elia ci ha donato il suo intenso monologo su Galileo e con Armi e mestieri abbiamo continuato la riproposta delle opere dell’indimenticabile Giampiero Neri.

Per la Saggistica abbiamo dedicato particolare attenzione alla trasmedialità, da qui l’idea del James Bond di Carlo Baroni e di Sognavo Gettysburg di Carlo Micciché (di cui abbiamo riproposto anche la versione ampliata di essere Napoleone).

Un grazie speciale a tutti i sostenitori che ci hanno aiutato a portare avanti il Progetto della Bibbia di Navarra, dopo il Pentateuco abbiamo pubblicato i Libri storici e sono in lavorazione i libri Poetici e Sapienziali e quelli Profetici.

Nell’anno del Giubileo, siamo molto felici di aver lanciato A Dio solo del card. Wyszyński e raccontato con Calvario in Cina una storia sulla persecuzione dei cristiani; ricordo infine tre libri che raccontano come alla luce del Vangelo la sofferenza possa acquistare una luce di speranza: Stare di Vincent Nagle, Martina di Anna Ballarino e Anna Grillo, e Imparare a morire per vivere di Xavi Argemí.

Vi dicevo delle sorprese del nostro archivio: quest’anno Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound, ha compiuto il traguardo dei 100 anni: ho trovato una sua poesia inedita dedicata a Cesare Cavalleri che mi aveva chiesto di “infilare di soppiatto nel suo taschino…”, ecco il testo:

Un Signore d’aspetto
gentile e cordiale
ci conduce a Studi
Cattolici ed Ares
ospitali al Poeta
esiliato e innocente
che ci esorta a pregare
Dio di tutti gli uomini
della vigna e del campo
di grano che ci nutre.
Sorride il Maestro
di stile: certo C.C.
Cattolico Credente
Cesare Cavalleri.

Per anni Cesare Cavalleri ha amato pubblicare su Studi cattolici una Poesia di Natale: ne ho ritrovata una di Elio Fiore che proprio Cesare aveva scelto come segnalibro alla silloge Cadenza d’inganno di Giovanni Raboni. Risale all’ormai lontano Natale del 1994, ma mi sembra che, nella sua nuda bellezza, non abbia perso nulla della sua attualità. Ed è con questo segno di speranza che vi lascio i miei più cari auguri di Buon Natale.

Alessandro Rivali

Ho telefonato alla signora Speranza

Ho telefonato alla signora Speranza
al portico d’Ottavia.
«Che vuole», mi ha detto,
«le cose non vanno troppo bene.
In Israele è una carneficina
e ancora si muore a Sarajevo».

Il cielo è tutto stellato,
mi dico, e ancora una volta,
presto, nascerà il Signore.
Puntuale, come sempre,
la sua luce splenderà
su tutta la terra.
Nonostante i mostri della guerra,
la pace scenderà nei cuori.

Signore, ci sei tu, non manco di nulla.

Elio Fiore (Roma, 16-20 ottobre 1994)