
La colpa benedetta
La Madonna di Kodeń rubata al Papa
Traduzione di
Marina Olmo
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“Da dove aveva tratto un potere così singolare quella Fanciulla di Nazareth, tale che, per sua intercessione, Dio muta i decreti eterni e sostituisce la giustizia con la misericordia?”
Nel 1630 il principe Mikołaj Sapieha, senatore della Repubblica di Polonia, è piegato da una misteriosa malattia gravemente invalidante che ne indebolisce il corpo e lo spirito. Giunto a Roma in cerca di aiuto, guarisce inspiegabilmente dopo aver pregato davanti a un’icona gregoriana della Madonna nella cappella privata del papa Urbano VIII. Matura allora un’idea folle: portare con sé Colei che gli ha restituito la vita. Con la complicità di un sacrista trafuga l’immagine e la conduce a Kodeń dove, accolta come una regina, si conferma miracolosa. Quando il furto viene scoperto Sapieha, però, è scomunicato, la famiglia e la carriera ne subiscono le conseguenze, mentre anche il sacrestano corrotto finisce nelle mani della giustizia. Tornato penitente a Roma, il principe ottiene il perdono del Papa, che decide, infine, di donare l’icona a Kodeń. È questa “la colpa benedetta”: un sacrilegio che, grazie al pentimento e alla misericordia divina, si è trasformato in grazia. Il santuario della Madonna di Kodeń, oggi posto ai confini tra Polonia, Ucraina e Bielorussia, è il secondo più visitato del Paese.
Kossak Zofia
Zofia Kossak Szczucka (1889-1968) è stata una delle più importanti scrittrici di romanzi storici del Novecento polacco, nonché cooperatrice della Resistenza polacca durante la Seconda guerra mondiale. Debutta nel 1922 con il romanzo Conflagrazioni. Tra gli altri suoi romanzi storici e religiosi più noti: La divina avventura (1935) e Il Re lebbroso (1936). Invece, Dagli Abissi: memorie dal Campo (1946) è il resoconto del suo soggiorno di sette mesi nel campo di concentramento femminile di Birkenau, tra il 1943 e il 1944.
‘From where had that Maiden of Nazareth drawn such extraordinary power that, through her intercession, God alters His eternal decrees and replaces justice with mercy?’
In 1630, Prince Mikołaj Sapieha, a senator of the Polish-Lithuanian Commonwealth, was afflicted by a mysterious and severely debilitating illness that weakened both his body and his spirit. Having travelled to Rome in search of help, he was inexplicably healed after praying before a Gregorian icon of the Virgin Mary in Pope Urban VIII’s private chapel. A mad idea then took hold of him: to take with him the One who had restored his life. With the help of a sacristan, he stole the image and took it to Kodeń, where, welcomed like a queen, it proved to be miraculous. When the theft was discovered, however, Sapieha was excommunicated; his family and career suffered the consequences, whilst the corrupt sacristan also fell into the hands of the law. Returning to Rome as a penitent, the prince obtained the Pope’s forgiveness, and the Pope ultimately decided to donate the icon to Kodeń. This is ‘the blessed sin’: a sacrilege which, thanks to repentance and divine mercy, was transformed into grace. The shrine of Our Lady of Kodeń, now situated on the border between Poland, Ukraine and Belarus, is the second most visited in the country.