Roma senza filtri: quello che i film (e i libri di scuola) non vi dicono

Spesso immaginiamo l’Antica Roma come un set cinematografico: marmi bianchissimi, eroi in posa che parlano per massime solenni e banchetti sfarzosi a base di piatti improbabili. Ma la realtà era molto più sfumata, sporca, saporita e, in fin dei conti, umana.

Grazie al lavoro di Silvia Stucchi, possiamo finalmente togliere i “filtri di Instagram” alla storia romana e scoprire tre verità che cambieranno il vostro modo di guardare ai nostri antenati.

 

Il fascino dell’ombra: tredici ritratti fuori dagli schemi

Siamo abituati a dividere la storia in bianco e nero. Da una parte i tiranni folli come Nerone, dall’altra i padri della patria. Ma cosa succede se scaviamo più a fondo? Forse scopriamo che la “malvagità” è spesso una questione di prospettiva e che personaggi come Livia o Tiberio erano figure tridimensionali, prigioniere del loro ruolo e della propaganda dei vincitori. Analizzare le loro “ombre” non serve a giustificarli, ma a capire come funzionava davvero il potere e la natura umana. Silvia Stucchi ce le racconta nelle pagine del suo libro e ce ne parla in Cattivi. Il lato oscuro dell’antica Roma, il nuovo podcast firmato Edizioni Ares.

 

La verità di uscire A cena con Nerone

Dimenticate le lingue di pavone. La vera cucina romana, quella repubblicana e imperiale che nutriva il cuore della città, era fatta di ingredienti che riconosciamo ancora oggi. Il lockdown di qualche anno fa ci ha riscoperti panificatori, ma i nostri maiores lo erano per necessità e passione già duemila anni fa. Invitare a cena Nerone significa scoprire che, tra una congiura e l’altra, c’era spazio per ricette replicabili oggi, fatte di erbe, cereali e sapori che credevamo perduti.

 

Il latino non serve a tradurre, serve a vivere

Lo stereotipo per eccellenza vuole che il latino sia una lingua “morta” e polverosa, utile solo per tormentare gli studenti durante le versioni. La verità è che il latino è un’ancora di salvezza. Gli antichi hanno già provato quello che proviamo noi: l’ansia per il futuro, il dolore di un amore non corrisposto, il fastidio per le convenzioni sociali. Leggere Catullo o Seneca oggi non è un esercizio di stile, ma un modo per trovare le parole giuste per i nostri problemi moderni. Tra le pagine di Come il latino ci salva la vita la fatica dello studio si trasforma in una bellissima avventura esistenziale.

 

Curiosi di saperne di più? Venite a trovarci al Salone del Libro di Torino: l’autrice Silvia Stucchi sarà felice di incontrarvi per raccontarvi i suoi libri e svelarvi il volto più autentico e umano dell’Antica Roma.

Andrea Bernardini