
William Faulkner
Il vortice dell’origine
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“Ascoltare, sentire, vedere. Questa la triade che si rinnova nella voce di Faulkner, nella sua capacità di generare voci… Non c’è sguardo che non sia anche un urlo.”
Inarrestabile nella foga creativa così come nelle passioni autodistruttive, il premio Nobel William Faulkner (Mississippi, 1897-1962) raccoglie il soffio della storia della sua terra, un Sud orgoglioso e violento, e lo trasforma, attraverso la lezione del romanzo modernista, in un grande universo letterario. Cronista e visionario, Faulkner inquieta e commuove; in lui convivono nostalgia e gusto di vivere, disperazione e speranza. Lo spiega in questo vivacissimo profilo Francesco Baucia, che sonda anche il Faulkner sceneggiatore, “spalla” di Howard Hawks, uno dei grandi registi del suo tempo: la scrittura del romanziere statunitense è infatti eminentemente cinematografica, sempre magnetica, e percorsa da una tensione polarizzante che costringe il lettore a confrontarsi incessantemente con il segreto delle sue parole, le contraddizioni dell’America e del «teatro del Sud».
Baucia Francesco
‘Listening, feeling, seeing. This is the triad that is renewed in Faulkner’s voice, in his ability to create voices… There is no gaze that is not also a cry.’
Unstoppable in his creative fervour as well as in his self-destructive passions, the Nobel Prize-winning author William Faulkner (Mississippi, 1897–1962) captures the spirit of his homeland’s history—a proud and violent South—and transforms it, through the lens of the modernist novel, into a vast literary universe. Chronicler and visionary, Faulkner unsettles and moves; in him coexist nostalgia and a zest for life, despair and hope. Francesco Baucia explains this in this lively profile, which also explores Faulkner the screenwriter, ‘right-hand man’ to Howard Hawks, one of the great directors of his time: the American novelist’s writing is, in fact, eminently cinematic, always magnetic, and permeated by a polarising tension that compels the reader to grapple incessantly with the secret of his words, the contradictions of America and the ‘theatre of the South’.