
Luis Dri
La forza del perdono, la debolezza della guerra
Prefazione di
Alessandro Banfi
Postfazione di
Oscar Vicente Ojea
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“Dove c’è misericordia c’è un punto di contestazione dell’egoismo, una barriera al dilagare dell’intolleranza e della violenza, ma anche un principio attivo di riconciliazione” (padre Luis Dri)
In un’epoca che rialza la testa alla guerra, Luis Dri (1927-2025) oppone il gesto più scandaloso e necessario: il perdono che nasce dal sacramento. La Confessione è lode a Dio, coscienza dei propri peccati e riconoscimento di una Presenza. Perché a parlare fosse davvero la sua voce, Metalli e Tornielli hanno trasformato il lungo colloquio con il frate cappuccino argentino in un racconto in prima persona: è padre Dri stesso a ripercorrere la propria biografia, a raccontare la sua vocazione e gli incontri che hanno segnato la sua vita, fino a quella singolare “trincea di misericordia” che è diventato per lui il confessionale. Una scelta narrativa che lascia emergere con particolare forza il suo animo, la sua fede, il suo sguardo sugli uomini e sul mondo. Ed è proprio questa voce, umile e insieme potentissima, ad aver fatto di padre Dri un faro per papa Francesco, che lo creò cardinale, ma anche per Leone XIV, che invoca una “pace disarmata e disarmante”. Come scrive Alessandro Banfi nella Prefazione: «Non esiste uomo che non desideri il perdono. Ecco perché papa Francesco ha voluto indicare al mondo questo straordinario confessore». Gli fa eco il vescovo Oscar Vicente Ojea nella Postfazione: «Credo che il popolo fedele chieda che la sua vita, già eroica, diventi eroica anche nella memoria della Chiesa».
Tornielli Andrea
Metalli Alver
‘Where there is mercy, there is a challenge to selfishness, a barrier against the spread of intolerance and violence, but also an active force for reconciliation’ (Father Luis Dri)
In an age when war is rearing its head once more, Luis Dri (1927–2025) counters it with the most scandalous and necessary of acts: forgiveness born of the sacrament. Confession is praise of God, an awareness of one’s own sins and a recognition of a Presence. To ensure that it was truly his voice speaking, Metalli and Tornielli have transformed their lengthy conversation with the Argentine Capuchin friar into a first-person narrative: it is Father Dri himself who recounts his life story, describing his vocation and the encounters that have shaped his life, right up to that unique ‘trench of mercy’ that the confessional has become for him. This narrative choice brings out with particular force his spirit, his faith, and his view of humanity and the world. And it is precisely this voice—humble yet immensely powerful—that has made Father Dri a beacon for Pope Francis, who created him a cardinal, but also for Leo XIV, who calls for an ‘unarmed and disarming peace’. As Alessandro Banfi writes in the Preface: ‘There is no man who does not desire forgiveness. That is why Pope Francis wished to present this extraordinary confessor to the world.’ Bishop Oscar Vicente Ojea echoes this in the Afterword: ‘I believe that the faithful are asking that his life, which was already heroic, should also be recognised as heroic in the memory of the Church.’