
Filottete
Traduzione di Ezio Savino
Invito alla lettura di Davide Brullo.
Curatela di Beatrice Savino.
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“È un miracolo: io mi chiedo, mi chiedo, assediato dall’urlo martellante del mare, unico uomo come seppe protrarre vita fatta di pianto?”
“Tra i personaggi della tragedia greca, Filottete è il solo a possedere un carisma “biblico”. Egli è «l’uomo dei dolori» – «l’uomo che ha provato la miseria» è scritto nelle Lamentazioni –, dall’incomparabile pena, fratturato da ferita cronica che contorce, che lo estirpa dal convivere coi simili. Inselvatichito, abbandonato, privo di amici, Filottete è personaggio anti-greco […]; è la pena a contrapporlo al resto dei vivi: «Sono un uomo, io, devastato, solo, vuoto, non ho più nessuno».”
Davide Brullo
Filottete ha una piaga terribile, purulenta, inguaribile. Punizione divina per aver oltrepassato un limite divino. Per questo i greci diretti a Troia lo abbandonano sull’isola di Lemno. Passano dieci anni, gli oracoli parlano: Troia è imprendibile senza l’arco di Filottete. Scattano i piani di Ulisse, malevoli, ingannatori. Filottete è una tragedia sorprendente, con un happy end che è solo un’illusione.
Questa tragedia di Sofocle, rappresentata per la prima volta nel 409 a.C. nel pieno della guerra del Peloponneso, si apre con l’Invito alla lettura del poeta e scrittore Davide Brullo.
Questa edizione si avvale della traduzione magistrale di Ezio Savino.
Sofocle
‘It’s a miracle: I wonder, I wonder, besieged by the pounding roar of the sea, what man could prolong a life of tears?’
“Among the characters of Greek tragedy, Philoctetes is the only one to possess a “biblical” charisma. He is “the man of sorrows” – “the man who has experienced misery”, as it is written in Lamentations – with incomparable pain, fractured by a chronic wound that contorts him, that uproots him from living with his fellow men. Feral, abandoned, friendless, Philoctetes is an anti-Greek character […]; it is his suffering that sets him apart from the rest of the living: “I am a man, devastated, alone, empty, I have no one left”.”
Davide Brullo
Philoctetes has a terrible, purulent, incurable wound. Divine punishment for having crossed a divine line. For this reason, the Greeks bound for Troy abandon him on the island of Lemnos. Ten years pass, the oracles speak: Troy is impregnable without Philoctetes’ bow. Ulysses’ malicious, deceitful plans are set in motion. Philoctetes is a surprising tragedy, with a happy ending that is only an illusion.
This tragedy by Sophocles, first performed in 409 BC at the height of the Peloponnesian War, opens with an invitation to read by the poet and writer Davide Brullo.
This edition features the masterful translation by Ezio Savino.