
Amapola
Una famiglia istriana nella tempesta
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“Amapola era il nostro modo per riconoscerci tra persone in preda allo smarrimento, era la nostra ribellione. Il nostro modo di dire che amiamo e ameremo per sempre la nostra città”
Pola, febbraio 1947. Il piroscafo Toscana si allontana dal molo e, con esso, una famiglia dice addio al proprio passato, per entrare in un presente di incertezze. È la storia della famiglia Lombardi, di Ottorino e Francesca, e dei loro due figli Rino e Lina, travolti dagli eventi che sconvolgono la loro amata città dopo l’arrivo dei titini. Costretti a lasciare la propria casa e la propria terra, affrontano il destino comune a migliaia di esuli istriani, sospesi tra il dolore dell’abbandono e la speranza di un futuro migliore.
Attraverso i ricordi della sua famiglia, Daniela Lombardi ripercorre una delle pagine più drammatiche e trascurate del Novecento italiano. Con una scrittura intima ed evocativa, restituisce voce ai silenzi della memoria e alle ferite dell’esodo, trasformando una storia personale in una testimonianza universale di perdita e appartenenza, di memoria e ritorno. Perché, anche quando una terra viene lasciata alle spalle, continua a vivere nel cuore di chi l’ha amata. E perché ricordare significa custodire ciò che il tempo non deve cancellare.
Lombardi Daniela
‘Amapola was our way of recognising one another amidst the confusion, it was our rebellion. Our way of saying that we love and will always love our city’
Pola, February 1947. The steamship Toscana pulls away from the quay and, with it, a family bids farewell to its past, stepping into a present fraught with uncertainty. This is the story of the Lombardi family – Ottorino and Francesca, and their two children, Rino and Lina – swept up in the events that shook their beloved city following the arrival of Tito’s forces. Forced to leave their home and their land, they face the fate shared by thousands of Istrian exiles, caught between the pain of abandonment and the hope of a better future.
Through her family’s memories, Daniela Lombardi retraces one of the most dramatic and overlooked chapters of 20th-century Italy. With intimate and evocative writing, she gives voice to the silences of memory and the wounds of exile, transforming a personal story into a universal testimony of loss and belonging, of memory and return. For even when a land is left behind, it continues to live on in the hearts of those who loved it. And because remembering means preserving what time must not erase.