Storia della Democrazia cristiana 1943-1993 di G. Formigoni, P. Pombeni, G. Vecchio
marzo 2026
G. Formigoni, P. Pombeni, G. Vecchio, Storia della Democrazia cristiana 1943-1993, Il Mulino, Bologna 2023, pp. 714, € 38
Guido Formigoni, Paolo Pombeni, Giorgio Vecchio, apprezzati storici dell’età contemporanea, «si sono trovati a discutere – si legge nell’Introduzione – dell’idea di questo libro partendo da una consolidata e lunga esperienza di lavoro comune e di collaborazioni intrecciate a tanti percorsi di ricerca e imprese istituzionali».
Il partito della Democrazia cristiana, il più votato per 50 anni, a lungo percepito come “partito italiano”, «non ha una precisa data di fondazione»: occorre andare alle radici del movimento cattolico, all’eredità del Partito popolare di Sturzo, al Partito della sinistra cristiana, ai cristiano-sociali, alle “Idee ricostruttive della Democrazia cristiana” di De Gasperi (non solo di De Gasperi), ai seminari sulla dottrina sociale della Chiesa, ai centri di spiritualità e di cultura in cui si elaborano codici sociali e orientamenti programmatici. Un lungo percorso, alimentato da fede viva nei valori umani e sociali del cristianesimo, trasforma il movimento cattolico in partito politico.
Si può invece fissare la data del suo scioglimento, avvenuto «in un modo invero poco solenne e pure piuttosto frettoloso», al 26 luglio 1993, nel corso di un’assemblea straordinaria (assemblea, non congresso) tenuta a Roma. Il documento finale fu votato quasi all’unanimità: tre sole astensioni, un solo voto contrario. Il 27 luglio l’organo della Dc, Il Popolo, annunziava: è nato un nuovo Partito Popolare d’ispirazione cristiana.
Solo negli ultimi tempi, demonizzazione e nostalgia in calo, il partito è fatto oggetto di attenzione da parte di storici e di intellettuali: si pubblicano profili biografici (da De Gasperi a Moro) e importanti testimonianze.
Non solo il partito, quanto la classe politica della cosiddetta Prima Repubblica, che appare più dignitosa e “presentabile” della successiva. E i tre autori impostano il loro pregevole lavoro su diari, epistolari, memorie, documenti audiovisivi, giornali, riviste, volumi collettivi, atti di congressi, materiale di cui dispongono l’Istituto Luigi Sturzo e fondazioni culturali.
Un partito impegnato nel governo per tanto tempo fa la storia del Paese: la storia dell’Italia contemporanea e dei rapporti dell’Italia con l’Europa, con la Chiesa, con il mondo. Il referendum del 1946, la Costituente, i governi di area CLN sono le prime grandi prove.
I governi presieduti da De Gasperi, “il ricostruttore”, proteso a costruire relazioni e amicizie internazionali, a promuovere i primi organismi europei, a realizzare riforme economiche e sociali urgenti, e quelli successivi, che ne ereditano lo spirito, ricostruiscono l’Italia dalle macerie della guerra, ricongiungono Trieste all’Italia, danno vita alle regioni, avviano un processo di modernizzazione nello spirito della Carta. Dal centrismo dinamico all’apertura ai partiti laici e ai socialisti si lavora per consolidare la democrazia, promuovere crescita, ascolto delle forze sociali, istruzione, dialogo.
Tempi non facili: guerra fredda, ostruzionismo, politica aggressiva dell’Unione Sovietica, guerre in tante contrade del mondo, Patto Atlantico, tentativi del MSI di infiltrarsi nella maggioranza, propaganda subdola (si pensi all’ingiusta campagna contro la legge elettorale “truffa”). Tempi non facili: terremoti, alluvioni, disastri. Tempi difficili attraversati da mafia e terrorismo. I tre autori sono cronisti attenti, puntuali, anche minuziosi. Nella sfugge alle loro ricerche: il vescovo di Prato, lo scandalo Montesi, i primi segnali di corruzione. Analisi impietosa del periodo di Tangentopoli. E dei processi, talvolta caratterizzati da protagonismo di qualche giudice irruente.
Gli autori raccontano una storia densa di eventi e di figure, di conquiste, di crisi, di riprese: non ignorano incoerenze, dissidi interni, tensioni, ma richiamano l’attenzione su ispirazione e valori che danno consistenza a un impegno sempre attivo e sincero, rispettoso delle istituzioni, che affronta difficoltà e conflitti, che ricorre alle forze vive della cultura e della società civile.
Il Presidente Mattarella, che ha ricevuto i tre illustri storici, «ha colto lo spirito con cui abbiamo lavorato: non celebrare un evento, ma ricostruirlo con il massimo rigore dovuto per trarre riflessioni sulle nostre radici e, per quel che è possibile, sul modo di rispondere alle nuove sfide che il nostro tempo ci mette davanti» (Paolo Pombeni: newsletter delle Edizioni Il Mulino del 6 febbraio 2024).
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