Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Pieter Brueghel, Grande Torre di Babele, 1563, Kunsthistorisches Museum di Vienna (Wikimedia Commons)
Pieter Brueghel, Grande Torre di Babele, 1563, Kunsthistorisches Museum di Vienna (Wikimedia Commons)

«Per forza di levare». La “via negativa” della Magnifica Humanitas

di Luke Burgis

ottobre 2026

Visitando la Galleria dell’Accademia di Firenze ci si imbatte in quattro sculture di Michelangelo disposte lungo un corridoio. In fondo, sotto un lucernario a cupola, su un piedistallo, si erge imponente il suo capolavoro, il David. La statua, alta 5 metri, è ricavata alla perfezione da un unico blocco di marmo. Ma sarebbe un errore non considerare le statue presenti nel corridoio come capolavori a pieno titolo, forse in grado di dirci ancora di più sull’umanità rispetto al David.

Le sculture presenti nella sala sono tradizionalmente note come i suoi Prigioni, ovvero i prigionieri: quattro figure distinte, scolpite in singoli blocchi di pietra, che sembrano lottare per liberarsi ed emergere nella loro interezza. Tra gli studiosi è ancora in corso un dibattito sul fatto che Michelangelo le abbia lasciate intenzionalmente incompiute.

In un sonetto per Vittoria Colonna scrisse: «Non ha l’ottimo artista alcun concetto/ c’un marmo solo in sé non circonscriva/ col suo superchio, e solo a quello arriva/ la man che ubbidisce all’intelletto»1. Egli distingueva arti come la pittura o la modellazione dell’argilla in quanto atti che si compiono «per via di porre», mentre la scultura «per forza di levare».

Oggi viviamo in quello che papa Francesco, nella sua enciclica del 2015 Laudato Si’, ha definito il «paradigma tecnocratico». Ma la Chiesa cattolica stava sperimentando questo paradigma già da molto prima che avesse un nome. Dalla Rerum Novarum del 1891 di papa Leone XIII, che affrontava le problematiche umane e sociali causate da nuove forme di tecnologie industriali; alle Lettere dal lago di Como di Romano Guardini, scritte tra il 1923 e il 1925, su come la tecnologia stesse silenziosamente distruggendo la cultura umana organica; fino a più recenti interventi del Magistero in materia di bioetica (Dignitas Personae, 2008), incluso un capitolo dell’enciclica del 2009 di papa Benedetto XVI, Caritas in Veritate, dedicato al progresso tecnologico, in cui richiama l’attenzione in particolare sulle «strabilianti applicazioni nel campo della biologia». Il fatto che la biologia – e non l’intelligenza – sia stata messa particolarmente in risalto in quell’enciclica, evidenzia i cambiamenti radicali avvenuti nel panorama tecnologico nei 15 anni trascorsi dalla pubblicazione della Caritas in Veritate, culminati nell’invenzione del transformer e nel lancio pubblico dei potenti Large language model (Llm, modelli linguistici di grandi dimensioni) di ChatGpt (Gpt-3.5) alla fine del 2022.

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