A qualcuno piace giallo. Brescia, il caso Agatha e i suoi figliastri
ottobre 2026 · Quaderno: Agatha Christie. Una vita in giallo
Dal 24 al 30 marzo 2006, al Teatro Sancarlino di Brescia e in altri luoghi cult della città, si svolse la 6ª edizione di “A qualcuno piace giallo”, festival dedicato alla letteratura poliziesca che, allora, non godeva ancora della fortuna attuale. Quell’edizione, sotto l’egida dell’ambasciata di Gran Bretagna, ebbe una regina assoluta: Agatha Christie.
Nel 30° anniversario della sua morte, questo festival le dedicò un omaggio ampio, articolato, una ricognizione nel suo universo narrativo. A distanza di vent’anni, vale la pena tornare con la memoria a quell’incontro singolare fra la più celebre autrice di gialli del mondo e una schiera di scrittori che, più che suoi figli letterari, si sarebbero potuti definire – con affettuosa irriverenza – “i suoi figliastri”.
Che cosa potevano avere in comune la custode di quei romanzi costruiti, secondo una sua celebre definizione, «come una serie di maglioni lavorati ai ferri», e autori che praticavano metodi investigativi meno rassicuranti, più eccentrici, violenti, sperimentali?
Eppure, tra mondi così distanti, esistevano fili sottili ma resistenti: la serialità, innanzitutto, e i meccanismi quasi matematici per cui si enuncia un teorema e subito dopo, se ne forniscono le prove. L’indagine come equazione da risolvere. La matematica del giallo.
Tra tradizione e nuove frontiere, la 6ª edizione di “A qualcuno piace giallo” si mosse a 360°. La scrittura dialogava con il cinema e la televisione – con ospiti come Terence Hill con il suo Don Matteo, Michele Placido, il Corrado Cattani de La piovra e Amanda Sandrelli, la commissaria Federica Denza del Giudice Mastrangelo – la mondanità incontrava la gastronomia fra Wilma De Angelis e Iginio Massari alle prese con dolci a tema, cene, colazioni e “gioco del delitto”, inventato dalla stessa Christie e descritto ne La sagra del delitto, rivisitati da Nicoletta Fiumara. E la cronaca nera entrava nel festival senza essere invitata.
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