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Maria Manuela Cavrini, Infinito Tu. Storia di un amore
Maria Manuela Cavrini, Infinito Tu. Storia di un amore

Infinito Tu. Storia di un amore di Maria Manuela Cavrini

di Riccardo Caniato

aprile 2026

Maria Manuela Cavrini, Infinito Tu. Storia di un amore, Itaca, Castelbolognese 2026, pp. 112, € 12.

Bolognese, laurea in Lettere classiche con una tesi sull’Infinito del Leopardi, l’Autrice deve proprio a questa poesia l’approfondimento delle domande sul senso della propria esistenza e sul desiderio di compimento e felicità che l’hanno portata a entrare in monastero fra le Clarisse di Città delle Pieve.

Se nella vita precedente aveva già avuto molto di cui poter sentirsi soddisfatta, in cuor suo una vocina le ripeteva sempre: «Non mi basta!».

La giornalista Monica Mondo spende parole importanti in Prefazione. Introduce suor Maria Manuela come una figura salda nella fede, ma inquieta nelle scelte, capace di vivere la vocazione come risposta a un amore che supera ogni misura umana. Si sottolinea come la vita contemplativa non sia una fuga dal mondo, bensì una modalità per raggiungere tutti, in cui il cuore diventa il campo in cui si incontrano il mondo e Dio.

La testimonianza della Cavrini è presentata come una pietra d’inciampo, un esempio che invita il lettore a interrogarsi sul senso del proprio viaggio esistenziale.

Ma è stimolante anche l’ingresso in scena dell’Autrice. Nel Proemio ella narra un episodio che ha segnato la sua esistenza: la ricezione di un’immaginetta da uno sconosciuto, un seme destinato a germogliare nel tempo.

Il libro viene così presentato come la storia di un amore, un viaggio che coinvolge sia chi scrive sia chi legge, invitando il lettore a mettersi in gioco con curiosità e apertura. Scrivere, per l’autrice, non è un atto narcisistico, ma un modo di restituire i doni ricevuti, nella speranza che la narrazione dell’iniziativa di Dio nel cuore di ciascuno possa essere di utilità anche agli altri.

La stessa domanda che è alla radice di questo diario – «Che cosa può compiere il mio cuore?» –, in cui suor Maria Manuela racconta la sua storia personalissima d’amore, senza essere autoreferenziale. Come spiega l’Autrice: «Non mi interessa parlare di me e non mi illudo possa essere utile a te che leggi. Ma se riuscirò a mostrare la potenza e la misericordia di Dio nella mia vita, a svelare le sorprendenti vie della Provvidenza, allora sì, questo interessa anche te».

Un altruismo il suo che, con sguardo esteso a tutte le vocazioni alla clausura, fa dire all’editore Eugenio Dal Pane in Postfazione: «Chi è chiamato a consacrare tutto se stesso a Dio lo fa per ciascuno di noi, e come la sentinella che vigila sulla città e indica al cuore di ciascuno l’amore che solo può saziarlo, quello che “move il sole e l’altre stelle”. Dobbiamo essere loro grati».

La storia di suor Maria Manuela è ricca di insegnamenti: la vocazione è risposta a un amore preveniente, non scelta autonoma, ma accoglienza di un dono. La fede è relazione personale con Cristo, apertura al Mistero, esperienza di perdono, di misericordia, di gioia. La vita monastica non è fuga dal mondo, ma immersione nel cuore della realtà, partecipazione alle sorti dell’umanità. La memoria della propria storia è fondamentale per restare fedeli all’alleanza, per riconoscere la presenza di Dio. Il sacrificio, la rinuncia, la sofferenza acquistano senso solo nell’amore, come partecipazione alla vita stessa di Gesù che grida risurrezione ma passa attraverso la passione. La Chiesa è Sposa di Cristo, realtà divina e umana, luogo di salvezza e di comunione. Ogni uomo è chiamato a essere missione, a lasciarsi mandare da Dio, a vivere ogni istante come risposta al disegno divino. La felicità e la realizzazione si trovano solo nell’abbandono all’amore di Dio, nella relazione con lui che esige di essere custodita nel silenzio e nella preghiera.

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