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Vincenzo Marchica, La usano già
Vincenzo Marchica, La usano già

La usano già: Come aiutare i tuoi figli a usare l’AI senza subirla di Vincenzo Marchica

di Alberto Gil

aprile 2026

Vincenzo Marchica, La usano già: Come aiutare i tuoi figli a usare l’AI senza subirla, Selfpublishing 2026, pp. 125, € 15,60

Quando si vogliono preparare i popcorn in casa in una pentola, si sa che nel momento più inaspettato arriva il punto di svolta (il tipping point): per un po’ di tempo non succede nulla, ma all’improvviso tutto inizia a muoversi e sorgono tanti fiocchi bianchi che saltano dentro e fuori dalla pentola. Se non si sta attenti, può verificarsi una catastrofe in cucina.

Qualcosa di simile accade in non poche famiglie con l’uso che i figli e le figlie fanno dell’Intelligenza artificiale nelle sue forme più comuni di ChatGpt, TikTok, Instagram e Youtube.

I genitori notano qualcosa di strano nei figli, ma lasciano correre, finché un giorno si rendono conto che è troppo tardi: i bambini e i ragazzi hanno problemi di concentrazione, mancano di energia per lo sport e tante altre attività salutari per la loro età... Sono dipendenti da queste applicazioni e programmi, non possono vivere senza.

Vicenzo Marchica, l’autore, è un informatico che lavora nel campo dell’automazione e dell’AI, ma soprattutto è un padre che segue quotidianamente i propri figli nelle loro esperienze online e può raccontare in prima persona i segreti di queste tecnologie e come seguire i propri figli senza essere un poliziotto o un giudice, ma semplicemente un amico e un compagno.

Di fronte alla rivoluzione senza precedenti nella storia della tecnica e dell’istruzione, si ispira al motto: «La rivoluzione si cavalca, non si subisce».

Il libro non è un grido d’allarme, non è pessimista, ma non è ingenuo. Inizia semplicemente spiegando cosa c’è dietro queste tecnologie. Fa vedere ai lettori la potenza, i limiti, le allucinazioni, la dipendenza dalle versioni che si usano.

Di grande interesse sono gli agenti, ovvero quando l’AI non si limita a rispondere ma inizia ad agire e a dare incarichi a tuo nome, a pagare per te ecc.

Più problematiche sono le allucinazioni, gli errori dell’AI e la necessità di sviluppare uno spirito critico di fronte alle risposte rapide e “azzeccate”. L’AI non sa di sbagliare. Di grande importanza è la consapevolezza che i programmi, ciascuno a modo suo, cercano con mezzi molto sofisticati non solo di catturare l’attenzione degli utenti, ma anche di mantenerla il più a lungo possibile, in modo da conoscere sempre di più gli interessi, le debolezze e le tendenze dei ragazzi e renderli dipendenti dai propri servizi.

Il libro è innovativo perché intreccia la comprensione del fenomeno, dei suoi vantaggi e pericoli con consigli molto concreti e pratici per seguire i figli nell’uso di queste tecnologie, collaborando con loro affinché abbiano un effetto positivo e non nocivo.

Per esempio, Marchica dà consigli affinché l’uso dell’AI aiuti ad apprendere di più, a migliorare la creatività e non a cercare la via più facile. Distingue molto bene tra i differenti usi e aiuti per le diverse età: dai 6 ai 10 anni; dagli 11 ai 13 anni e dai 14 anni in su, con le relative opportunità e pericoli. L’autore aiuta a discernere i diversi sintomi nocivi che mostrano i figli per arrivare in tempo in loro aiuto e propone le sue esperienze.

La cosa più importante è che il padre non sia un giudice o un carceriere, ma un amico, che spesso si lasci spiegare il funzionamento, che chieda al figlio un consiglio per risolvere i problemi di dipendenza e, soprattutto, che dia l’esempio non stando costantemente con il cellulare in mano. Con i figli stessi si stabiliscono delle regole in famiglia, per esempio niente cellulari durante i pasti né la sera il cellulare in cucina ecc.

Nel libro traspare un sottofondo di buona antropologia cristiana, anche se non è esplicitamente religioso. A mio avviso, si tratta di un libro fondamentale per scoprire l’utilità dell’AI come strumento per sviluppare le capacità intellettuali dei figli ed evitare che in un futuro già molto prossimo diventino oggetto di ogni tipo di manipolazione, perché hanno delegato la loro capacità di pensare e decidere liberamente a coloro che guadagnano denaro a scapito dello sviluppo della propria personalità.

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