«La bellezza è nulla se non c’è niente dentro». Il mistero della musica secondo Riccardo Cocciante
giugno 2026
Lo scorso 16 marzo l’Aula Magna dell’Università Statale di Milano è diventata il palcoscenico di un incontro tra mentore e discepolo. Sul finire del 2025 è nata la rete Alumni Statale, una comunità costruita per riunire tutti coloro che hanno vissuto un cammino formativo in Ateneo e inaugurata con la rassegna Voci, di cui l’evento di marzo è un tassello prezioso: con La Statale è Musica. Il Maestro e l’Alumno è stato proposto un dialogo tra il Maestro Riccardo Cocciante e l’alumno Marco Vito, che a coronamento del suo percorso universitario aveva proposto al professore di Musicologia e Storia della Musica Maurizio Corbella, moderatore dell’incontro, una tesi sul (suo) Maestro.
A soli 16 anni Vito era infatti Romeo all’Arena di Verona nell’opera popolare Giulietta e Romeo di Cocciante, con cui da allora collabora. Co-autore del docufilm Il mio nome è Riccardo Cocciante (andato in onda a marzo su Rai 1 e ora disponibile su RaiPlay), è ora direttore musicale e solista nel tour Io… Riccardo Cocciante, che celebra il 50° anniversario di Margherita e gli 80 anni del cantante, nonché l’uscita del nuovo album (dopo 20 anni dall’ultimo pubblicato), Ho vent’anni con te.
La musica come mistero: è questa la visione, che sembra filtrata da un velo di timore reverenziale, del Maestro Cocciante. Una visione che ispira, ma che insieme destabilizza: in genere, specie in tenera età, quando il nostro compito e il nostro scopo nella vita è imparare, facciamo esperienza di una fiducia totale nei confronti dei nostri maestri. Ci aspettiamo da loro risposte alle domande che nascono prepotenti in noi. Eppure, qui ci troviamo di fronte non solo a un’altra domanda, ma addirittura al mistero, al regno dei dilemmi destinati forse a non trovare mai un’umana soluzione.
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