La nostra selezione delle mostre da non perdere in Italia e nel mondo.
Pontormo, un’insolita modernità

Nei Vangeli è narrata una scena tutta al femminile: Maria, in attesa di Gesù, fa visita alla cugina Elisabetta, anch’essa in attesa di Giovanni Battista. Ci immaginiamo le due future madri in quel dolcissimo incontro, tra confidenze e famigliarità. La “Visitazione” è stato uno degli episodi più interpretati nella storia dell’arte e trova nel capolavoro del Pontormo (Jacopo Carucci) una delle sue rappresentazioni più intense. Roma rende omaggio al maestro fiorentino del Cinquecento, pioniere del Manierismo, con la prima grande monografica a lui dedicata alle Scuderie del Quirinale (9 ottobre 2026-7 febbraio 2027); un omaggio che prosegue presso il Foro Romano, dove a Santa Maria Antiqua viene allestita The Greeting di Bill Viola (11 ottobre 2026-7 febbraio 2027), ispirata proprio alla Visitazione del Pontormo. Completa il percorso il catalogo Pontormo edito da Electa e punto di riferimento aggiornato per la conoscenza dell’artista.

Pontormo (Jacopo da Pontormo), Visitazione, 1528-31, olio su tavola, cm 202 x 156. Pistoia, Diocesi – Chiesa di San Michele arcangelo di Carmignano
Pontormo (Jacopo da Pontormo), Visitazione, 1528-31, olio su tavola, cm 202 x 156. Pistoia, Diocesi – Chiesa di San Michele arcangelo di Carmignano
Di padre in figlio

Si dice che la mela non cada mai lontano dall’albero. Mai detto fu più vero come nel caso dei Brueghel: una delle più influenti dinastie artistiche del Rinascimento europeo. Dalla bottega del capostipite Pieter il Vecchio, proseguendo con i figli Pieter il Giovane e Jan il Vecchio, che si spinsero verso un mercato ben più ampio, fino al nipote Jan il Giovane: il “brand Brueghel” viaggiò per tutta l’Europa contribuendo in modo decisivo alla nascita dei futuri “generi pittorici”. Paesaggi innevati, burrasche, nature morte, vita contadina e persino battaglie hanno dato forma alla pittura moderna europea così come la conosciamo oggi. I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa è la prima grande esposizione a Milano, a firma di Bernard Aikema e con la curatela di Carlotta Striolo, visitabile fino al 31 gennaio 2027 presso le sale di Palazzo Reale.

Pieter Brueghel il Vecchio, La danza nuziale, 1566 circa, olio su tavola, cm 117,2 x 165,5, Anversa, Royal Museum of Fine Arts
Pieter Brueghel il Vecchio, La danza nuziale, 1566 circa, olio su tavola, cm 117,2 x 165,5, Anversa, Royal Museum of Fine Arts
Carol Rama a Pistoia

A cura di Monica Preti e Annamaria Iacuzzi, dal 3 ottobre 2026 fino al 14 febbraio 2027, Palazzo de’ Rossi a Pistoia propone, all’interno della quinta edizione di In Visita, una mostra dedicata a una delle artiste più indipendenti e provocatorie del Novecento, Carol Rama (Torino, 1918-2015). Conosciuta per la sua ricerca autonoma e autobiografica, Rama ha esplorato in maniera radicale e fin dai suoi esordi pittorici in adolescenza questioni legate al corpo, al desiderio, alla malattia e all’identità. Il percorso espositivo presenta sette dipinti rappresentativi della sua evoluzione creativa: dai primi anni Cinquanta, con l’adesione al Movimento Arte Concreta – unico movimento cui l’artista si sarebbe associata –, passando per l’originale poetica informale dei Bricolages, come li battezzò Sanguineti, fino alle sperimentazioni con le camere d’aria delle Gomme, per giungere agli anni Settanta con i lavori “cuciti a mano”.

Omaggio a Yayoi Kusama

La regina delle zucche, Yayoi Kusama, è protagonista di un’ampia retrospettiva allo Stedelijk Museum di Amsterdam fino al 17 gennaio 2027. Con i suoi ambienti allucinati e distopici, l’artista giapponese ha portato l’arte oltre i suoi confini fisici, mostrando la fragilità dell’Io perso all’interno di uno spazio in progressiva espansione. Immagini e oggetti sembrano replicarsi all’infinito, portando lo spettatore a dissolversi nell’ambiente. Con la sua scomparsa, lo scorso 14 agosto, si chiude una delle esperienze più radicali e longeve dell’arte d’avanguardia. La mostra intende ripercorrere la carriera di Kusama attraverso le varie espressioni della sua arte: non solo installazioni ma anche pittura, scultura, performance, moda e letteratura.

Infinity Mirrored Room – The Hope of the Polka Dots Buried in Infinity Will Eternally Cover the Universe, 2025. Media vari, detail. Foto: Peter Tijhuis. © YAYOI KUSAMA
Infinity Mirrored Room – The Hope of the Polka Dots Buried in Infinity Will Eternally Cover the Universe, 2025. Media vari, detail. Foto: Peter Tijhuis. © YAYOI KUSAMA
Marcel Duchamp, 50 anni dopo

Torna dopo oltre cinquant’anni al Philadelphia Museum of Art (Pma) la prima grande retrospettiva dedicata all’opera di Marcel Duchamp (1887-1968), in programma nelle Dorrance Galleries dal 10 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. Il museo, sede della più grande collezione al mondo dedicata all’artista, custodisce circa duecento dipinti, sculture e opere su carta, oltre che gli archivi più completi relativi alla sua vita e alla sua opera. Fu lo stesso Duchamp a volere che la prestigiosa collezione d’arte di Louise e Walter Arensberg, i suoi principali mecenati, fosse donata al PMA nel 1950. La mostra presenta un percorso cronologico di circa 300 opere che abbracciano una carriera che spazia dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, dal cinema alla grafica, fino ai noti ready-made, riproponendo al pubblico contemporaneo la complessa visione artistica di Duchamp, la sua personalità sfuggente e il suo approccio rivoluzionario alla creazione artistica.