Cari amici,
con grande dolore vi segnalo l’improvvisa scomparsa del caro don Michele Dolz che ci ha lasciato nella serata di ieri, lunedì 29 dicembre. Era in convalescenza dopo un’ordinaria operazione alle ginocchia risultata più difficoltosa del previsto, ma nulla lasciava presagire quello che è successo.

Don Michele è stato un prezioso riferimento per Ares, come autore e come consulente editoriale. Il suo primo libro per la nostra Casa editrice fu Tornerò da mio padre, una riflessione sul sacramento del Perdono, che uscì nel 1996, a cui seguirono Maestro dove abiti? (1997) e Insegnaci a pregare (1999), raccolte di meditazioni per ragazzi in cui riverberava tutta la sua passione educativa e il suo desiderio di formare alla sequela di Cristo le generazioni più giovani.
Dal punto di vista saggistico, il suo libro più celebre è Il Dio bambino, opera sulla devozione a Gesù bambino, frutto di lunghi anni di ricerche, pubblicato prima da Mondadori e poi ristampato da Ares nel 2020.
Don Michele era nato a Castellón in Spagna nel 1954 e si era laureato in Lettere e filosofia all’Università di Valencia nel 1976. Dopo aver scoperto la vocazione all’Opus Dei, si era trasferito a Roma, e fu ordinato sacerdote da Giovanni Paolo II nel 1982. Nei suoi primi anni di ministero svolse la sua attività pastorale come assistente spirituale alle Scuole Faes di Roma e di Milano.
Don Michele era una personalità poliedrica che spaziava dalla letteratura alla storia dell’arte, dalla musica alla teologia, come testimonia la sua vasta bibliografia e i suoi tantissimi articoli usciti su Avvenire e Studi cattolici. Dal 2002 ha insegnato Storia dell’Arte Cristiana presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ha potuto comprovare la profondità della sua predicazione e la sua capacità di far “immergere” le persone nelle scene del Vangelo. Non sorprende quindi che fossero tanti gli artisti che si affidassero a lui per trovare un nuovo orizzonte di senso nella loro vita. Per le sue doti di pastore di anime, proprio negli ultimi anni era stato chiamato a diventare direttore spirituale del Seminario di Sanremo.
Personalmente ho avuto la possibilità di passare molto tempo con lui. Ricordo quando da ragazzo mi incoraggiò a continuare a scrivere e mi regalò un acquerello dopo aver letto una mia poesia della Riviera del sangue. Ricordo il suo entusiasmo nel propormi alcuni testi poi entrati nel catalogo Ares, dai saggi “inglesi” di Elisabetta Sala fino alla biografia di J.K. Rowling di Marina Lenti (don Michele leggeva Harry Potter prima che la saga “esplodesse” anche in Italia). Entrare nel suo studio significava varcare la soglia di una vera “stanza delle meraviglie”: oltre ai libri senza numero, c’erano le opere degli amici pittori, teste in terracotta, raccolte di poesia, fotografie antiche e i quadri che lui stesso dipingeva, che con il passare del tempo erano diventati sempre più profondi (per averne un’idea si può visitare il suo sito).
Don Michele era un uomo che amava cercare la bellezza nelle piccole cose della vita: una Guinness in un pub dell’amata Irlanda, un oggetto stravagante nella Wallace Collection di Londra, la levata all’alba per una battuta di pesca in Liguria, fino alla piccola iguana impagliata (o una “creatura” molto simile…) che gli vidi comprare per sostenere le Missioni nel piccolo Bookshop del Santuario del Bambin Gesù di Arenzano, uno dei suoi “luoghi del cuore”, insieme ai tanti santuari mariani sparsi per l’Italia. Ma più di tutto, ricordo la sua capacità di immergersi nella preghiera guardando il crocifisso, anche nei momenti più delicati della sua vita.
I funerali si svolgeranno domani 31 dicembre alle ore 14.45 nella chiesa di san Gioachimo di Milano.
Con amicizia,
Alessandro