
Un lungo ritorno
I reduci di Russia dal fronte del Don alla guerra di Liberazione
In libreria dal 26 ottobre: pre-ordinalo ora!
In coedizione con Centro Studi Eugenio Corti
Con il patrocinio di
Associazione nazionale delle Volòire
Associazione nazionale combattenti FF.AA. regolari guerra di Liberazione
Associazione partigiani “Osoppo-Friuli”
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“Io resto qui. Addio. Stanotte mi coprirò di neve.
E voi che ritornate a casa
sappiate che anche qui, dove riposo,
verrà primavera” (Giuliano Penco)
La Campagna italiana di Russia non fu storia di ritorni. Dei 229.000 italiani inviati sul fronte orientale, solo poco più della metà fece ritorno in patria. Ma per chi sopravvisse alla «lunga marcia» nella steppa, la guerra non era ancora finita. L’8 settembre 1943 aprì una nuova stagione di incertezze e di drammatiche fratture morali.
Dopo aver conosciuto la disperazione del “fronte di ghiaccio”, i reduci si trovarono davanti a un altro campo di battaglia: quello della scelta. Resistere, aderire alla cobelligeranza, scegliere tra la prigionia o la fedeltà al fascismo, significò confrontarsi con il senso della propria esperienza e con il destino di un Paese diviso.
Attraverso lettere e testimonianze dirette, Simone Girardi restituisce la voce di quegli uomini chiamati a raccontare non solo ciò che avevano vissuto in Russia, ma anche il lungo cammino del ritorno: un percorso umano e morale in cui memoria, responsabilità e identità si intrecciano. Se la guerra al fronte russo era stata una questione di sopravvivenza, quella italiana pose una questione di coscienza. Per loro, la primavera della pace era ancora lontana.
Girardi Simone
“I shall stay here. Farewell. Tonight I shall be covered in snow.
And you who are returning home,
know that even here, where I rest,
spring will come” (Giuliano Penco)
The Italian Campaign in Russia was not a story of homecomings. Of the 229,000 Italians sent to the Eastern Front, only just over half returned home. But for those who survived the ‘long march’ across the steppe, the war was not yet over. 8 September 1943 ushered in a new era of uncertainty and dramatic moral dilemmas.
Having experienced the despair of the ‘ice front’, the veterans found themselves facing another battlefield: that of choice. To resist, to join the co-belligerents, to choose between captivity or loyalty to Fascism, meant coming to terms with the meaning of their own experience and with the fate of a divided country.
Through letters and first-hand accounts, Simone Girardi gives a voice to those men called upon to recount not only what they had experienced in Russia, but also the long journey home: a human and moral journey in which memory, responsibility and identity are intertwined. Whilst the war on the Russian front had been a matter of survival, the war on the Italian front raised a question of conscience. For them, the spring of peace was still a long way off.