
Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, una commemorazione nazionale civile istituita nel 2004 per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e la tragedia dell’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel Secondo dopoguerra, e nell’insieme della complessa vicenda del confine orientale.
Quest’anno l’anniversario ha visto protagonisti molti libri Ares. Alla Camera dei Deputati, e in diretta su Rai Uno, è stato letto un passaggio da Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio (2025), alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’attrice del Teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia Silvia Siravo ha dato voce alle pagine di Mario Ravalico in cui sono riportati gli ultimi momenti di vita del Beato: per tutto il tempo chiede perdono a Dio e prega, anche se gli viene intimato di smettere in modo violento, e anzi, in risposta don Francesco chiede perdono anche per i suoi assassini.
Un passaggio denso e vivo che ha rimarcato l’importanza del Giorno del Ricordo.
Un’altra testimone di questi avvenimenti che ha contribuito a onorare la memoria delle foibe e dell’esodo dalmata-istriano è Grazia del Treppo, autrice di Fogolèr. Storia di una famiglia istriana (2025), che ha parlato della sua infanzia e della fuga da Canfanaro all’età di 10 anni con Francesca Nancini nell’intervista “Il ‘fogolèr’ che i titini non riuscirono a spegnere” per RaiNews, e anche con Daniele Barale per Tempi, a cui ha confidato la sua preoccupazione principale, cioè «diradare le nebbie che per troppo tempo hanno nascosto verità» e «trasmettere l’amore per l’Istria, terra benedetta, per la sua storia, per la sua bellezza, alle nuove generazioni che saranno a loro volta custodi del fuoco di una vicenda che va conosciuta, onorata e tramandata». In quanto partecipe in prima persona della storia Grazia Del Treppo vive con intensità il suo compito di testimone, e non rifiuta mai un’occasione per raccontare, soprattutto ai ragazzi, quello che ha vissuto. Anche nell’intervista su Settimananews, alla domanda sul perché abbia scelto di scrivere della sua storia dopo tanti anni, parla dell’attenzione che solo di recente è stata portata a questa parte della storia:
Noi istriani siamo stati assorbiti dal grande sforzo di ricostruire il nostro fogolèr in Italia con grande dignità e nel silenzio colpevole che ci circondava.
Giunta a questa età, mi sono detta: io e i miei coetanei siamo gli ultimi testimoni diretti di quelle vicende, e abbiamo perciò il dovere di raccontare quello che è successo in Istria in quegli anni perché sulla nostra storia non cali il silenzio per sempre.
Nella collana di storia di Ares l’attenzione al confine orientale italiano è affidata a Roberto Spazzali, che dopo Pola. Città perduta (2022), Il Disonore delle armi (2023) e Gli ultimi del Risorgimento (2024) è in libreria con un nuovo volume: Lontano da qui. Storia dell’emigrazione giuliana nel mondo (pp. 304, € 20), pubblicato in collaborazione con l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata. Su Avvenire Gianni Santamaria sottolinea l’essenzialità del lavoro di Spazzali nel riunire i dati di «un territorio dalla storia intricata», considerando che «nelle diverse fasi storiche gli italiani migranti da quelle terre dovettero a volte rinunciare alla loro cittadinanza ed essere registrati come jugoslavi o apolidi».
Novità sullo scaffale di febbraio 2026
Con le nuove uscite di febbraio 2026 il catalogo si è arricchito anche di un nuovo autore: Rémi Brague, con Rileggere l’Europa. Cristianesimo e storia (pp. 128, €14). Rémi Brague (Parigi, 1947) è storico del pensiero, professore emerito di filosofia medievale e araba alla Sorbona e membro dell’Institut de France e dell’Académie catholique. Nelle sue opere ha esplorato, per esempio, la comprensione che l’uomo ha del mondo (La saggezza del mondo, Rubettino 2005), la rappresentazione della legge di divina nelle religioni monoteiste (La legge di Dio, Abiblio 2009), il fondamento della civiltà europea nell’antica Roma (Il futuro dell’Occidente, Bompiani 2005). In questo volume Ares è riportata una conversazione avvenuta tra il filosofo e i membri dell’Associazione Patres, studiosi di varie discipline interessati al rapporto fra le culture antiche e il Cristianesimo delle origini. I temi su cui dialogano risultano ancora attuali: il rapporto tra cristianesimo, cultura, storia, identità europea, laicità e secolarismo. Arricchiscono il quadro due saggi dello stesso Brague, proposti per la prima volta in traduzione italiana.
Nella stessa collana, Fuochi, esce per la prima volta Mariolina Ceriotti Migliarese con L’anello che manca. Liberare le relazioni (pp. 120, € 12), di cui don Paolo Alliata firma l’Invito alla lettura. È un breve saggio alla riscoperta della proposta cristiana dentro la trama delle relazioni familiari: «Abbiamo bisogno di trovare “l’anello mancante” tra l’ideale e la realtà», scrive l’autrice, perché la fede non si riduca a una «pratica religiosa, incapace di influire sulla vita».
Tra le novità c’è anche la storia di Mary Sangalli, che nel 2008, all’età di 36 anni, ha dovuto iniziare a fare i conti con la SLA. Ciò che mi sorprende. La vita scritta con gli occhi (pp. 144, € 15) è quindi un’autobiografia che attraversa i cambiamenti della sua vita e la ricerca di senso che non si è mai spenta. «Neanche la malattia, ci insegna Mary, è in grado di strapparci tutto il desiderio di bene che abbiamo», scrive don Eugenio Nembrini nell’Invito alla lettura.
Eventi
Il salotto Ares ha ospitato due eventi speciali questo mese: il 7 febbraio si è svolto il primo incontro di un ciclo di appuntamenti dal titolo “Voci e risvolti dell’editoria”, organizzati da Alessandra Occhipinti e Federica Terragnoli di @voci_e_risvolti, per scoprire il dietro le quinte del mondo editoriale. L’ospite dell’incontro iniziale è stata Paola Di Giampaolo, docente di Scenari e Trend dell’Editoria nei master di editoria dell’università Cattolica di Milano, che ha raccontato cosa significa lavorare nell’editoria oggi e ha poi guidato i partecipanti in un workshop.
Il 14 febbraio invece, con Ilenia Zodiaco (su instagram @conamoreesquallore) ha avuto luogo un Heartbreaking Reading party, un pomeriggio di lettura e discussione sulle storie d’amore più tragiche della letteratura, osservando come è cambiata la rappresentazione dell’amore nel corso degli anni e dei secoli. Tratto distintivo dei reading party con Ilenia Zodiaco è l’intrattenimento con i quiz letterari e giochi a tema, che non sono mancati neanche questa volta.
Il numero di febbraio 2026 di Studi cattolici
Nell’editoriale, Chiara Finulli riprende le parole del Papa pronunciate il 9 gennaio per la Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, un richiamo a una comunicazione autentica e non superficiale, piegata alle logiche degli algoritmi, che è quello che Studi cattolici si propone di fare ancora oggi al 70° anno di pubblicazione.
Giovanna Razzano, professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico all’Università La Sapienza di Roma e componente del Comitato nazionale per la bioetica, in No al suicidio assistito per legge, esamina le sentenze della Consulta sul suicidio assistito. In particolare, ne evidenzia i fondamenti, le ambiguità e le contraddizioni, e quali conseguenze pericolose potrebbero derivare sulla vita e sulla salute delle persone più fragili e vulnerabili da una legge parlamentare che regolamentasse il suicidio assistito.
Roberto Giorni, nel suo articolo Il sistema bancario ombra, spiega molto bene il modo in cui si è prodotta la crisi economica del 2007-2008, le cui premesse sono nella cartolarizzazione dei mutui, un’operazione che continua a ingenerare crisi periodiche che arrivano sino ai nostri giorni.
5 contenuti social da recuperare
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