
Quello che non hai sentito
18 voci dal carcere
In libreria dall’8 settembre: pre-ordinalo ora!
Prefazione di
Marta Cartabia
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“Ho voluto dar voce alle persone che ho incontrato. Perché le loro voci, le loro storie, non le ascolta nessuno. Diciotto voci. Diciotto storie, diciotto volti. Diciotto possibilità.” (Marco Erba)
“Non è stato un cambiamento rapido: la consapevolezza non arriva di punto in bianco. Si cambia un pezzettino ogni giorno, solo se trovi il posto giusto e le persone giuste.” (Maurizio)
“Lascio poco spazio ai sensi di colpa, non servono a niente. I brutti ricordi invece li custodisco: quelli aiutano a capire. Non sono una vittima: sono stato chiuso in carcere il tempo giusto; il tempo che mi è servito per diventare, finalmente, ciò che desideravo. Ciò che sono oggi.” (Corrado)
“Le storie raccolte in questo libro costringono a rivedere concetti che credevamo semplici: colpa, responsabilità, sicurezza, rieducazione, perdono, recidiva, accoglienza, dignità. Ogni voce aggiunge un elemento che non si lascia sistemare senza fatica nel quadro precedente. E questa fatica è preziosa, perché la realtà non diventa più vera quando la semplifichiamo; diventa soltanto più maneggevole per le nostre paure.” (Dalla Prefazione di Marta Cartabia)
Esiste una realtà carceraria fatta di percorsi di reinserimento efficaci, di persone che si spendono a fianco di chi è in cerca di riscatto, di detenuti che provano con impegno a ricostruire la loro vita. Sono storie che spesso restano sconosciute. In queste pagine Marco Erba fa parlare in presa diretta detenuti e operatori di un carcere, per dare voce a chi non ha voce, lasciando ciascuno libero di esprimere la propria verità. In questo microcosmo di esistenze che si intrecciano, il lettore incontrerà persone colpevoli di reati anche gravi, agenti della polizia penitenziaria, educatori e non solo. Le loro sono vicende che commuovono, che irritano, che indignano, ma che devono essere ascoltate. Perché la giustizia non è solo una pena da scontare, è anche un futuro da ritrovare. Perché nessun essere umano, per quanto terribili siano le sue azioni, nasce cattivo.
Erba Marco
Marco Erba insegna Lettere in una scuola superiore in provincia di Milano. Scrittore, ha pubblicato saggi sul mondo della scuola e romanzi per ragazzi e adulti, alcuni dei quali hanno ricevuto riconoscimenti nazionali, come Fra me e te (Rizzoli), Città d’argento (Rizzoli) e Il male che hai dentro (Rizzoli). Collabora con il quotidiano Avvenire, dove tiene rubriche su adolescenza ed educazione.
‘I wanted to give a voice to the people I’ve met. Because nobody listens to their voices, their stories. Eighteen voices. Eighteen stories, eighteen faces. Eighteen possibilities.’ (Marco Erba)
‘It wasn’t a sudden change: awareness doesn’t come out of the blue. You change a little bit every day, but only if you find the right place and the right people.’ (Maurizio)
“I leave little room for guilt; it serves no purpose. Bad memories, on the other hand, I hold on to: they help me understand. I’m not a victim: I was locked up in prison for just the right amount of time; the time I needed to finally become what I wanted to be. What I am today.” (Corrado)
‘The stories collected in this book force us to re-examine concepts we thought were simple: guilt, responsibility, security, rehabilitation, forgiveness, reoffending, acceptance, dignity. Each voice adds an element that cannot be easily fitted into the previous framework. And this effort is valuable, because reality does not become truer when we simplify it; it merely becomes more manageable for our fears.’ (From the Foreword by Marta Cartabia)
There is a reality within the prison system characterised by effective rehabilitation programmes, by people who dedicate themselves to supporting those seeking redemption, and by prisoners who are working hard to rebuild their lives. These are stories that often go untold. In these pages, Marco Erba gives a direct platform to prisoners and prison staff, lending a voice to those who have none, whilst allowing each person the freedom to express their own truth. In this microcosm of intertwined lives, the reader will encounter people convicted of crimes, some of them serious, prison officers, educators and others. Their stories are moving, infuriating and outrageous, but they must be heard. Because justice is not just a sentence to be served; it is also a future to be rediscovered. Because no human being, however terrible their actions may be, is born evil.