Gerard Wegemer è uno dei massimi studiosi viventi di Thomas More e ha reso l’Università di Dallas punto di riferimento internazionale di studi in materia, soprattutto mettendo a disposizione una grande quantità di fonti moreane sul web. Gli rivolgiamo qualche domanda per ascoltare il racconto della sua esperienza e per chiedergli orientamenti per chi volesse approfondire oggi la figura dell’umanista inglese. È l’autore del fondamentale volume The Essential Works of Thomas More (Yale University Press, New Haven 2020, pp. 1.520, $ 110), foto a lato.

Com’è nato il suo interesse per Thomas More? Ho visto il film Un uomo per tutte le stagioni quando ero al college, durante la fine dei tumultuosi anni Sessanta, e davanti a quella potente rappresentazione di Thomas More la mia reazione è stata: «Un grande santo, ma non uno statista. Come si può stare in silenzio davanti a un così grande fallimento del diritto civile, che ha permesso la distruzione della Chiesa cattolica in Inghilterra per i successivi trecentocinquant’anni?». Tuttavia uno dei docenti che stimavo di più elogiava More come la persona che meglio incarnava la prudenza politica, basata sulla pienezza di fede e ragione. Ero incuriosito. Ma pur avendo frequentato quattro università cattoliche, avevo assistito solo a un paio di conferenze di un’oretta su Thomas More, entrambe riguardanti Utopia: una che sosteneva fosse un gioco letterario di sofisticata ironia in dialogo con la Repubblica di Platone, l’altra che fosse una proposta totalmente seria in favore del comunismo e dell’emancipazione della donna. Queste due interpretazioni curiosamente contrastanti hanno portato nel 1986 alla mia tesi di dottorato: The literary design of Thomas More’s Utopia. Una volta terminata, ho deciso di leggere gli altri diciannove libri e le duecentottanta poesie che More aveva scritto. Mi ci vollero più di dieci anni, e ci riuscii anche grazie a un corso su Thomas More che tenni ogni tre anni presso l’Università di Dallas. Nel libro che dovevo scrivere per diventare professore di ruolo decisi di trattare i primi lavori letterari di More, in particolare la sua poesia – essendomi già convinto che More non fosse uno statista. Con mia sorpresa, scoprii che More aveva una teoria notevolmente profonda su chi fosse davvero uno statista e che negli ultimi anni della sua vita non fu affatto silenzioso come Un uomo per tutte le stagioni ci porterebbe a credere. Mi sono ritrovato a scrivere un libro intitolato Thomas More on Statesmanship (1996). A quel punto avevo deciso di passare a occuparmi di Shakespeare, ma nel 1991 mi fu chiesto di fornire materiali per coloro che stavano lavorando per proclamare More “patrono degli statisti”. Fu allora che fondai il “Center for Thomas More Studies”, che promuove una conferenza accademica annuale e ricerche scientifiche per riscoprire la visione politica e l’esempio di More. Ci sono voluti vent’anni per produrre le 1.500 pagine del volume Essential Works of Thomas More (2020), che molti di noi considerano un punto di svolta per la riscoperta del pensiero e della vita di More.

Quali libri di Thomas More consiglierebbe a un principiante? Le lettere di More offrono la migliore e più diretta panoramica sulla sua mente e sul suo cuore. Consiglio di leggere innanzitutto le lettere a sua moglie e ai suoi figli, la lettera a William Gonell (il precettore dei suoi figli), la sua lettera del 1518 a Oxford, tutte le sue lettere dalla prigione, in particolare la corrispondenza con sua figlia Margaret, come anche la lettera del 1535 ad Antonio Bonvisi (il suo migliore amico). Successivamente, direi di leggere De Tristitia Christi (ripubblicato dalle Edizioni Ares nel 2023 con il titolo Nell’orto degli Ulivi, ndr), scritto nelle sue ultime settimane di vita, assieme alle preghiere e ultime raccomandazioni (più sotto propongo anche un “Piano di letture” [nella finestra a p. 26, ndr]).

Secondo la sua esperienza, quali libri su Thomas More sono particolarmente d’aiuto? I primissimi biografi forniscono le risorse più ricche, che tutti gli altri biografi hanno poi utilizzato. Per esempio, le lettere in cui Erasmo da Rotterdam descrive More, nel 1519, 1521 e 1532; la biografia scritta dal genero William Roper (1556) [anch’essa ripubblicata da Ares nel 2023 con il titolo Vita di Sir Thomas More]; la biografia di Nicholas Harpsfield (1557) e quella di Thomas Stapleton (1588). Il libro Thomas More (1999) di Peter Ackroyd offre un’eccellente rappresentazione del tempo di More; il mio Thomas More: A Portrait of Courage si concentra sulle virtù che Thomas More ha cercato di vivere. Lo storico inglese John Guy ha scritto i due più importanti studi storici su More: The Public Career of Sir Thomas More (1980) e Thomas More (2000) – insieme allo splendido racconto del rapporto di More con sua figlia, A Daughter’s Love: Thomas and Margaret More (2008). Tre studi recenti molto importanti sono The Cambridge Companion to Thomas More (2011) e lo studio di Travis Curtright, The One Thomas More (2012) e quello recentissimo di Frank Mitjans, Thomas More’s Vocation (2023).

 

Vorrei approfondire le finalità e le attività del “Center for Thomas More Studies” Gli studi su Thomas More sono indietro di secoli, rispetto a quelli su un qualsiasi altro grande pensatore del Rinascimento. Per esempio, le opere complete di Shakespeare furono pubblicate in un unico volume sette anni dopo la sua morte e poi ripubblicate periodicamente con nuove edizioni e con una continua e vivace tradizione di commenti. Alcune opere in inglese di More furono pubblicate ventidue anni dopo la sua morte (1557); alcune delle sue opere in latino nel 1566; nessun’altra edizione di opere scelte venne pubblicata fino al 2020, con la pubblicazione del volume Essential Works of Thomas More. Eppure, non abbiamo ancora una pubblicazione completa delle opere di More. La Yale University Press ha pubblicato nel corso di quarant’anni, con la collaborazione di venticinque studiosi, quello che hanno intitolato The Complete Works of St. Thomas More; tuttavia, i due volumi previsti riguardanti la corrispondenza di More non sono mai stati pubblicati e gli altri volumi sono pensati solo per esperti. Il “Center for Thomas More Studies” (Ctms) è sorto anche per rimediare a questa situazione e promuovere lo studio e la diffusione delle opere, anche attraverso il sito www.thomasmorestudies.org e le conferenze annuali. Il sito unisce importanti strumenti di ricerca, come per esempio tutte le concordanze dei lavori di More e una libreria digitale delle fonti primarie. È stato arricchito nel 2020 con il lancio di www.essentialmore.org, progettato per supportare The Essential Works of Thomas More. Il Ctms ha tenuto almeno una conferenza accademica all’anno e ha portato alla pubblicazione di dodici libri e più di centoventi articoli. Al momento i nostri progetti principali sono una nuova edizione critica della poesia latina di More, con commenti, che verrà pubblicata nel 2024, e la prima edizione critica di tutta la corrispondenza di More, che verrà pubblicata nel 2028. L’occasione ideale per dare inizio al Centro si è presentata nel 2000, con la decisione di papa Giovanni Paolo II di nominare Thomas More “patrono degli statisti”. Il nostro primo progetto è stato proprio la raccolta di materiali per questo evento, che ha coinvolto quarantamila leader da un centinaio di Paesi.

La rivista Moreana ha promosso le ricerche su Thomas More per sessant’anni. Lei saprebbe distinguere i diversi periodi della sua vita? Ci sono alcuni particolari studiosi? Come sta andando ora e quali piani ha per il futuro? Moreana è uscita nel 1963, contemporaneamente all’inizio della pubblicazione presso Yale dei Complete Works of St. Thomas More. Lo studioso francese Fr. Germain Marc’hadour fu il primo caporedattore e vi ha lavorato fino al 1992. Sin dagli inizi, la rivista ha pubblicato articoli della maggior parte degli studiosi più illustri di More, tra cui Richard Sylvester, il direttore della collana delle opere complete, Elizabeth McCutcheon, esperta della retorica di More e a lungo presidente dell’“International More Society”, la Amici Thomae Mori; e poi Clarence Miller, successore di Sylvester come caporedattore, Marie-Claire Phélippeau, editor di Moreana dal 2008 al 2016 e attualmente presidente della Amici Thomae Mori. Nel gennaio 2017, il Ctms ha preso in carico la gestione e direzione editoriale della rivista e il direttore è Travis Curtright: viene pubblicata ogni anno a giugno e a dicembre dalla Edinburgh University Press; tutti i numeri precedenti sono disponibili anche sul sito www.euppublishing.com/loi/more.

Potrebbe suggerire un percorso accademico da seguire per un giovane studioso curioso di approfondire Thomas More? Thomas More ha scritto venti libri, duecentonovantuno poesie e ci sono giunte più di centoventi lettere, oltre ad alcune preghiere personali e a una specie di testamento. Da dove iniziare? Consiglierei di consultare il “Piano di letture” che propongo.

Come disse Chesterton nel 1929, «Thomas More è più importante oggi di quanto non lo sia stato in qualunque altro momento dalla sua scomparsa fino a ora, forse perfino di più che nel grandioso momento della sua morte; ma non è ancora così importante come lo sarà tra cent’anni». In seguito ai suoi numerosi anni di studio presso Moreana, quali sono secondo lei gli aspetti più attuali della vita e della personalità di More? La sua visione profonda dell’educazione, il suo ingegno retorico, la sua gioiosa santità nel bel mezzo di una vita estremamente esigente e impegnativa, e la sua concezione della coscienza e della libertà politica. Questi sono i temi che ho cercato di sviluppare in Thomas More: A Portrait of Courage, Thomas More on Statesmanship e in Young Thomas More and the Arts of Liberty. Sono tuttavia necessari molti altri studi per poter apprezzare la profondità e l’importanza dei suoi numerosi scritti.

In Letters from the Tower si ha l’impressione che la personalità di Margaret, la prima figlia di More, sia in effetti molto più grande di quanto appare al primo impatto… Margaret More Roper è un’altra figura ignorata dalla storia. Tuttavia, sta per uscire il volume A Companion to Margaret Roper Studies: Life Records, Essential Texts, and Critical Essays (The Catholic University of American Press, Washington 2023). Questo libro renderà evidente che ci troviamo di fronte a una donna dalla personalità e dall’intelletto davvero fuori dal comune, e nel contempo una madre e moglie di statura eroica. Un assaggio di queste qualità viene dato nel libro di John Guy citato sopra, A Daughter’s Love: Thomas and Margaret More (Houghton Mifflin Harcourt, Boston 2009).