Vittorio Messori è salito alla Casa del Padre. Una caduta l’8 marzo, sembrava in ripresa. Ieri sera l’arresto cardiaco che gli è risultato fatale. Poco dopo le 21. Di Venerdì santo, quando la Liturgia della Chiesa già celebra il Sabato di Passione. La sottolineatura è voluta perché di Sabato santo passò al Cielo Rosanna Brichetti, l’amatissima moglie. Nel 2022 cadde il 16 di aprile: Rosanna volò via nel giorno di compleanno di Vittorio (che ora avrebbe compiuto 85 anni) ma anche, come lui stesso mi fece notare, nel giorno in cui era nato nel 1927 Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, e in cui era morta, nel 1879, Bernadette Soubirous, la sua santa e il suo Papa prediletti. Dio-incidenze.

Incontro con Messori al Teatro Stimate a Verona (foto: Anto/Fotoland)
La vita e l’opera di Messori hanno per snodo la conversione al cattolicesimo. Da razionalista mangiapreti divenne testimone dell’amore di Dio e della ragionevolezza della fede. Le sue coordinate sono state le stesse indicate da don Bosco, il santo di Torino, la città in cui Vittorio si è formato: l’Eucaristia e la Madonna, i punti di riferimento sicuri per la Chiesa e il Papa nel mare in tempesta della storia. Fu un grande apologeta, capace di adattare il rigore storico all’alta divulgazione mediante uno stile coinvolgente, giornalistico, che gli ha conquistato milioni di estimatori in tutto il mondo. Come recitano le copertine dei suoi libri, Messori è stato lo scrittore cattolico più tradotto dei nostri tempi. Degli oltre venti volumi, tutti bestseller, il nucleo che definisce ottimamente il suo metodo, lo si può individuare in Ipotesi su Gesù, il libro che lo lanciò nel 1976; Patì sotto Ponzio Pilato? (1992) e Dicono che è risorto (2000): una trilogia, densissima di fatti, domande e argomentazioni sulla storicità di Cristo che culminano nella sorpresa della Risurrezione, testimoniata con il martirio dagli apostoli e dai primi cristiani. Testi nati in risposta dialettica all’ateismo empirista del secolo scorso, ancora validi per gli scettici di oggi aperti senza pregiudizi alla ricerca della verità.
Il carattere in apparenza burbero di Vittorio, intransigente a ogni banalità e perdita di tempo, erano la copertura della sua timidezza e discrezione. Per questa ragione lasciò, seppure a malincuore, il “posto fisso” nei Periodici San Paolo ritagliandosi da free lance un tempo e uno spazio più confacenti agli studi e alla scrittura. Per la stessa ragione decise di fuggire dalle grandi città, Milano dopo Torino, per la quiete di Desenzano sul Garda. Qui con Rosanna e l’inseparabile Rosi, che è stata per entrambi fino all’ultimo una figlia più che un aiuto in casa, ha riorganizzato la sua esistenza valorizzando la bellezza dei gesti più semplici e quotidiani.
Non avendo avuto figli, Vittorio e Rosanna, non solo attraverso gli scritti, ma per i confronti personali resi possibili da un’accoglienza generosa verso chiunque suonasse al campanello, hanno dimostrato una forma altra di paternità e maternità. Chi volesse leggere Una fede in due (Edizioni Ares), il piccolo libro in cui Rosanna ripercorre la storia con Vittorio potrà farsi un’idea molto precisa di questo loro amore e di questa loro missione così speciali.
La loro cucina serviva un desco frugale, ma apparecchiato con cura e familiarità: da lì sono passati vescovi, giornalisti, persone famose, ma non si contano gli sconosciuti in cerca di un consiglio che si traduceva spesso in una forma particolare, non preventivata, di guida spirituale.
Anche io ne ho beneficiato. Vittorio mi chiamò una prima volta dopo aver letto Maria alba del terzo millennio, libro scritto a quattro mani con Vincenzo Sansonetti nel 2001: mi disse, invitandomi a casa sua, che gli aveva dato una luce nuova sul fenomeno di Medjugorje. Si stabilì subito una forte affezione, anche con Rosanna, per il comune sentire che la fede cristiana trova il massimo compimento nella Madonna. Una condivisione da cui io, più giovane e inesperto, ho ricevuto tanto. In questo contesto, ricordo con quale commozione Vittorio mi riferì che, trovandosi pellegrino a Nevers, le suore gli permisero di toccare il corpo incorrotto proprio di Bernadette Suubiorus e di come lui trasalì nel sentirlo caldo, morbido, vivo… segno attraverso due secoli della vita che non muore.
Da quell’amicizia, e per il coinvolgimento di Cesare Cavalleri, è nato con Vittorio il progetto di Ipotesi su Maria, il primo volume che ha pubblicato per le Edizioni Ares, nel cui catalogo nel tempo sono confluiti numerosi altri titoli; mentre, con Rosanna, lavorammo insieme alla traduzione di “Io sono la Madre del Verbo”, uno studio sulle apparizioni di Kibeho (1981-1989) del vescovo ruandese Edward Sinayobye, e ci coinvolgemmo insieme nello studio della mariofania di Montichiari che, grazie anche al suo preziosissimo apporto, ha ottenuto nel 2024 il Nihil obstat dalla Santa Sede.
Ora Vittorio e Rosanna sono di nuovo insieme. Per sempre. Negli ultimi incontri lui mi confidò che non vedeva l’ora. Ma che accettava e rispettava i tempi dell’attesa a sconto del Purgatorio. Era sereno. Mi dava l’impressione di un viaggiatore sulla banchina, con la valigia pronta. Da solo, per il suo treno che faceva ritardo.
Per un curioso contrappasso il giornalista che per primo firmò dei libri con un futuro Pontefice (Rapporto sulla fede, con Joseph Ratzinger, 1985) e con un Papa in carica (Varcare la soglia della speranza, con Giovanni Paolo II, 1994), il padre dell’apologia contemporanea (firma di punta per Avvenire e il Corriere della sera, fu tra i fondatori del mensile Il Timone e fra i primi collaboratori de La nuova bussola quotidiana), ospite fisso nei salotti di Rai Uno… dopo il commiato dalla moglie iniziò a perdere quella sua splendida memoria che unita alla cultura e alla preghiera quotidiana lo avevano reso un maestro di dialettica impareggiabile.
In questo periodo di tanto in tanto ho bussato alla sua porta a nome di giornalisti che lo cercavano per le loro testate, ma lui si schermiva: «Riccardo, preferisco di no. Sul più bello, in mezzo a un ragionamento, mi perdo un pezzo, una data, un nome… Ma la correttezza delle fonti e delle citazioni è indispensabile per affrontare un’intervista». Ciò nonostante, nella spontaneità della conversazione resa possibile dalla frequentazione e dell’amicizia, ho potuto realizzare con Vittorio due contributi, uno video (per Euro Eventi 92) e uno per Maria con te, ripreso da Famiglia cristiana, che hanno valore di testamento spirituale.
Portammo a termine questi lavori nell’immersione di pace che si respira alla Madonna dell’Ulivo, il santuario a cielo aperto che Messori ha voluto nei terreni dell’antica abbazia benedettina di Maguzzano. Un luogo ricco di simboli che rimandano a verità teologiche, dove ogni pietra si fa catechismo. Un’altra eredità che Vittorio lascia a chi vorrà come lui farsi pellegrino del Regno.
- Vittorio Messori, novembre 2023
- Riccardo Caniato e Vittorio Messori, novembre 2023
Tutti i libri di Vittorio Messori pubblicati da Edizioni Ares:







