Leo Ortolani, Tapum, Feltrinelli, Milano 2025, pp. 240, € 28

Ortolani, con il suo tratto dallo stile inconfondibile, questa volta si dedica a una graphic novel dai toni maturi e drammatici. Con macabra ironia, tra italiano e un dialetto veneto ingentilito per essere compreso da tutti, sceglie di raccontare uno spaccato di storia della Prima guerra mondiale: la battaglia del monte Ortigara, combattuta dall’esercito italiano contro quello austro-ungarico dal 10 al 29 giugno 1917.

Una tragica battaglia con protagonisti gli intrepidi alpini, a cui viene ordinato di conquistare la vetta della montagna inespugnabile e le cui storie vengono narrate dai punti di vista del capitano Dolon e del tenente Mariani.

Dolon, un uomo che ama i cori alpini e i suoi uomini, un capitano che viene trascinato dagli eventi, e dagli ordini di superiori vanagloriosi, senza potersi opporre (quasi) mai e che in questo racconto viene immaginato intento a scrivere la famosa canzone dal titolo omonimo al libro, nonché onomatopea del suono dei fucili nemici quando sparavano: “Ta-pum”.

E Mariani, il Milite noto, in grado di parlare con l’“amichevole” Morte e di vedere la personificazione della “spietata” Patria.

Solamente le storie di un uomo cordiale e di un ragazzo stonato che tuttavia incroceranno le vite di quei venticinquemilasettecentocinquantadue, «lo scrivo in lettere perché almeno ci mettete più tempo a leggerlo. Almeno questo», tra feriti, caduti e dispersi a cui il tempo invece è stato sottratto per sempre.

Un evento di quasi 110 anni fa ma capace ancora di commuovere e di far riflettere sugli inutili orrori della guerra.

Marilisa Galvano