Dopo 5 anni è tornato al cinema, il giorno di Natale, Checco Zalone, all’anagrafe Luca Medici, 48 anni, protagonista del film Buen Camino che ha polverizzato ogni record d’incasso.

Scusi Zalone, ma lei è credente?
Hai visto il mio film?
Ha girato Buen Camino per fede o per il botteghino?
Ho fatto davvero il Cammino di Santiago.
Quale?
Quello francese, Saint-Jean Pied de Port, Pamplona, Burgos, Leon.
Come?
In macchina. Posti bellissimi.
Che ricordo ha?
Si mangia benissimo, soprattutto carne.
Cosa le è rimasto?
Chili e colesterolo.
Qualcuno ha definito il film religiosamente scorretto.
Potrei dare una risposta scorretta.
Perché non lo fa?
Ho evitato le parolacce anche nel film.
Infatti qualcuno l’ha accusata di essersi “normalizzato” per assomigliare di più a un cinepanettone.
È uscito a Natale.
C’è chi sottolinea che ha rinnegato sé stesso rinunciando alla polemica e alla dissacrazione.
Potrei querelarlo.
Lo dice come avvocato, l’avvocato Luca Medici?
Sono laureato in legge ma non sono avvocato.
Lo diventerà?
Ho indossato la toga solo quando mi sono laureato.
Perché si è laureato in legge?
Mia zia mi voleva avvocato.
Sua zia?
Zia Lina era vicequestore.
Raccomandato?
Ho sudato tutti i voti. Anche piuttosto alti.
Le prime avvisaglie che sarebbe diventato Checco Zalone?
Alle elementari. Ero quello che faceva ridere tutti.
Chissà quante note dagli insegnanti?
Andavo bene a scuola. Mi piaceva. Ma dentro ero già Checco.
Percorso scolastico regolare?
Liceo a Conversano e università a Bari.
Destinato a una tranquilla carriera forense?
Per me era un reato finire in uno studio. Così ho gettato la toga alle ortiche.
Sua madre ne avrà sofferto?
Mi ha capito. Secondo me sapeva di avere un figlio diverso.
Diverso da chi?
Dagli altri che si laureavano in legge.
I primi applausi veri?
A Zelig. Una vera scuola di comicità.
Il colpo di fortuna?
La canzone Siamo una squadra fortissimi dedicata ai Mondiali del 2006.
L’Italia li aveva vinti.
Sembrava fosse merito mio. Avevo fatto un sacco di serate.
Una canzone dettata dal cuore?
Ordinata da Italia 1 per una sigla.
È faticoso essere sempre dissacrante?
Sono spontaneo.
Anche nelle interviste?
Ho rinunciato a qualche battuta.
Ha rinunciato a diventare un principe del foro ma è diventato il re del botteghino, sua maestà Checco Zalone.
In dialetto pugliese significa “che tamarro”. Mi sembrava il nome più giusto per il mio personaggio.
Da chi è stato scoperto?
Verso il grande pubblico da Pippo Baudo.
Da Superpippo come moltissimi personaggi?
Lanciato da Zelig mi aveva ospitato a Domenica in dove mi aveva costretto a suonare e cantare.
Beh, lei ha suonato con Francesco De Gregori, detto il Principe.
E lo è. Per come si muove, detta i tempi. Un’esperienza straordinaria.
De Gregori il suo cantante preferito, mentre tra gli attori?
Alberto Sordi. Inarrivabile.
Proprio Sordi sosteneva che far ridere è una faccenda tremendamente seria.
Beppe Grillo ha fondato un partito e anche Zelensky era un comico.
Quando ha capito di essere diventato famoso?
Nel 2009 con il film Cado dalle nubi.
Al quale sono seguiti altri successi come Che bella giornata nel 2011, Sole a catinelle nel 2013, Quo vado? nel 2016 e Tolo Tolo nel 2020: tutti con lo stesso regista?
Sì, Gennaro Nunziante, tranne Tolo Tolo.
Come mai?
Ho voluto fare tutto, anche il regista.
Quest’anno è tornato da Nunziante.
Lui è molto credente.
Anche lei affronta spesso la questione religiosa come nel film Che bella giornata dove s’innamorava di una ragazza islamica mentre in Buen Camino addirittura di una suora.
Non sapevo fosse una suora.
Però?
L’amore non deve avere ostacoli, nemmeno religiosi.
Da chi l’ha imparato?
Da mia madre.
Cos’altro le ha insegnato?
A ringraziare la Madonna del Pozzo di Capurso.
E Padre Pio?
È il nostro santo.
Altro argomento ricorrente della sua filmografia, oltre alla religione, è il rapporto con i figli: in Sole a catinelle era un padre pasticcione che tentava di educare il figlio.
In Buen Camino sono sempre un padre pasticcione che viene educato dalla figlia.
Nella realtà?
Ho due figlie, Gaia di 13 anni, Greta di 10.
Cosa fanno?
Gaia va a cavallo.
E Greta?
Vuole diventare avvocato.
Carriera forense?
No, comica!
Nel film ha una ex moglie, l’irriconoscibile Martina Colombari.
Mi sono lasciato con Mariangela, la mia fidanzata storica e madre di Gaia e Greta, e siamo in buoni rapporti. Ma non eravamo sposati.
È più difficile fare il padre o l’attore?
Far ridere.