Sulla rotta di Marco Polo è l’elegante volume cartonato Panini (pp. 194, € 27) che raccoglie due storie disneyane riproposte in grande formato: Il miliardo (sceneggiatura di Marco Nucci, disegni di Giorgio Cavazzano), pubblicata in origine su “Topolino” 3583, e La storia di Marco Polo detta Il Milione (sceneggiatura di Guido Martina e Romano Scarpa, disegni di Romano Scarpa) pubblicata su “Topolino” nell’arco di tre settimane (n. 1409, 1410, 1411 e 1412).

La versione disneyana
Cominciamo subito con la seconda storia, lunga e memorabile reinterpretazione – parlare di “parodia” sarebbe riduttivo – in chiave disneyana della storia di Marco Polo, Livre des merveilles du monde detto Il Milione, dettato dal veneziano al compagno di cella Rustichello da Pisa attorno al 1298. La storia fu pubblicata sulla serie regolare di “Topolino” dal 28 novembre al 19 dicembre 1982; l’idea di omaggiare l’opera di Marco Polo venne allo staff di “Topolino” in concomitanza con un evento mediatico dell’epoca, ovvero la produzione di uno sceneggiato televisivo dedicato appunto a Marco Polo. La produzione Rai fu a dir poco faraonica, a partire dalla durata delle riprese (quattro anni) e dalla partecipazione di star internazionali (Leonard Nimoy, lo Spock di Star Trek, Ann Bancroft, Burt Lancaster), oltre che per la cura per la regia, affidata a Giuliano Montaldo e per le musiche di Ennio Morricone.
Ecco quindi che, nell’universo dei paperi (qui eccezionalmente incrociato con quello dei topi), zio Paperone si persuade, per lanciare alla grande l’emittente televisiva appena comprata, di dover produrre un kolossal; ma per non spendere cifre astronomiche, l’oculato miliardario decide di risparmiare il più possibile, per cui i ruoli verranno distribuiti nella famiglia dei paperi: Paperino vestirà i panni di Marco Polo, Pico de’ Paperis, l’arci-pluri-multi laureato di famiglia, sarà il padre di Marco, Matteo Polo, mentre Paperone stesso interpreterà il ruolo dello zio Nicolò.
La sceneggiatura, scritta da Topolino, si apre al ritorno dei Polo a Venezia, dove vengono accolti con scetticismo dai concittadini. Durante un banchetto, Paperino-Marco inizia a raccontare la lunga e avventurosa storia del suo viaggio. Man mano che Topolino legge la sua sceneggiatura, Paperone si rende conto che dovrebbe spendere milioni e milioni in ambientazioni e ricostruzioni realistiche di ambienti e paesaggi. Per cui, il multimiliardario decide di cassare in toto il primo episodio. Lo schema si ripeterà: il Paperino-Marco del racconto affronta pericoli e prove, ma al ritorno nella cornice narrativa della Paperopoli del XX secolo, Paperone giudica gli episodi troppo dispendiosi.
L’ultima puntata dello sceneggiato, oggi diremmo della fiction, viene dedicata a una vicenda dal sapore sentimentale, trattato, come sempre in casa Disney, con leggerezza e ironia: dopo molti anni alla corte del Gran Khan, Paperino-Marco, insieme allo zio e al padre, decide di tornare a Venezia e l’imperatore del Catai gli chiede di accompagnare l’amatissima nipotina Kokacin verso il matrimonio regale che la attende in Persia. Nel viaggio, i due si innamorano, ma la principessa Kokacin (interpretata da una Paperetta Yé-Yé particolarmente seducente) non può rinunciare al trono di Persia. L’addio fra i due ha un sapore amaro, ma le loro strade si separeranno. L’episodio piace moltissimo a Paperone, un po’ meno a Paperina, sulla cui furia gelosa si chiude il racconto.
La storia di Marco Polo, più che parodia, come abbiamo detto sopra, può essere definita riscrittura con intenti didattici, nella quale gli autori si astengono da guizzi satirici beffardi (pur inserendo nel racconto molte gag); e siccome, al di là dei suoi tratti generali, la vicenda raccontata nel Milione non era nota nei dettagli alla maggior parte dei lettori, la sceneggiatura di Martina e Scarpa si prende molte libertà: prima fra tutte, la presenza nel racconto disneyano della Grande Muraglia, mai menzionata nel Milione (motivo che ha fatto dubitare a molti della veridicità storica della spedizione dei Polo); ma sono invenzioni di Martina e Scarpa anche la scalata all’Ararat o la ricerca delle preziose turchesi.
Se non vi sono nemmeno riferimenti diretti della narrazione a fumetti allo sceneggiato Rai (per ovvi motivi, visto che il fumetto venne realizzato senza che gli autori conoscessero il montato televisivo), troviamo però allusioni ai grandi racconti di celluloide, che si sostanziano in omaggi al Gary Cooper di Uno scozzese alla corte del Gran Khan (The Adventures of Marco Polo, 1938) e al John Ford di Ombre Rosse (Stagecoach, 1939), nel saluto di Paperino a Kokacin. Quest’ultima sequenza è stata inserita in un secondo tempo nella sceneggiatura, dopo la prima stesura di Martina, ed evidenzia l’assoluta centralità del personaggio della principessa nel racconto sceneggiato da Topolino, il che causa la gelosia di Paperina, sulla quale si chiude anche il racconto della cornice.
Paperone e il suo primo miliardo

Il Miliardo invece, la storia – meno nota della riscrittura del Milione, ma non meno godibile – su cui si apre il volume, presenta il racconto della conquista da parte di Paperone del suo primo miliardo. Si tratta di una narrazione alternativa dell’ascesa del magnate in ghette e palandrana: all’inizio del racconto, sceneggiato da Nucci, Paperone è “solo” un semplice milionario, iscritto quindi al Club dei Milionari. Ma questo luogo e questa condizione gli vanno stretti; Paperone vuole, infatti, diventare miliardario, e, soprattutto, non essere più costretto all’umiliazione mensile del dover pagare, in contanti e di persona, il simbolico affitto dello stabile al proprietario delle mura del club, un Rockerduck particolarmente antipatico. Ma ecco che in un antico manoscritto del racconto di Marco Polo, forse di mano di Rustichello da Pisa stesso, Paperone trova un messaggio, che lo invita a ritrovare una mappa la quale, a sua volta, conduce al più grande tesoro del Gran Khan. Quale occasione migliore per Paperone per imbarcarsi, in tutti i sensi, in una lunga avventura, che da Venezia, patria di Marco Polo, lo condurrà nel remoto e fascinoso Oriente? E accanto a Paperone, ecco affiancarsi Paperino, ai tempi impiegato come marinaio su una nave che ha attraccato casualmente a Venezia, proprio nel momento in cui lo zione si aggira nella città della laguna. Si compone pertanto il duo di cercatori di tesori, rodato in tantissime storie Disney, e fra imprevisti e avventure nel misterioso Oriente (la cura per l’elemento paesaggistico è fondamentale in questa storia, e dà luogo a una serie di vignette molto suggestive), Paperone riuscirà finalmente a mettere le mani sul tesoro del Gran Khan. Sarà un tesoro a dir poco spiazzante (però non vi dico nulla, per non rovinarvi la sorpresa se non conoscete la storia): tuttavia, Paperone troverà, come sempre, il modo per riuscire nel suo intento, per la soddisfazione di lettori grandi e piccoli.