C’è qualcosa di poetico nell’idea di una libreria ad alta quota. Forse è il contrasto tra la fragilità della carta e la solidità immutabile della roccia. O forse è il pensiero che lassù, dove l’aria si fa rarefatta e il mondo sembra più vicino al cielo, anche le parole possano risuonare diversamente.

In Italia, due librerie hanno scelto l’altitudine come loro dimensione: una è arroccata a 1310 metri in una baita della Val d’Ossola, l’altra svetta a 3466 metri sul massiccio del Monte Bianco. Una è nata dal sogno di un uomo che a sessantotto anni ha deciso di ricominciare. L’altra è parte di una visione imprenditoriale che ha trasformato una stazione di funicolare in un’esperienza culturale. Entrambe, però, condividono la stessa convinzione: che i libri, come le montagne, servano ad allargare gli orizzonti.

Tomi di Carta: la libreria indipendente più alta d’Italia

Una vita in cui ci si sente stretti (e non mi sorprende sapere che da sfondo vi era la città di Milano); un matrimonio alla deriva; una crisi mondiale.

Questo è tutto ciò che ha portato il producer e regista di pubblicità Michele Bonelli a diventare libraio ad alta quota. «Avevo la nausea di quel mondo, dei clienti, delle loro assurde richieste e delle riunioni infinite e vuote. Poi è arrivata anche la crisi. Insomma, non ero più felice, e ho capito che la mia vita nella pubblicità era finita: dovevo assolutamente trovare un piano B», racconta in un articolo di Repubblica del 13 dicembre 2023. [1].
Il suo piano B si è materializzato in un alpeggio della Val d’Ossola, località Fraccia, nel comune di Trasquera: una baita a 1310 metri di altitudine, cinque minuti dal paese che conta appena 177 abitanti. Libreria, ma anche biblioteca, punto ristoro e foresteria. Una casa (non tanto) lontano da casa, per dare nuovo spazio a tutti quei libri non più voluti dalle persone e che Michele aveva iniziato a recuperare in una missione di salvataggio. «Ho iniziato a pubblicare annunci in cui dicevo che avrei ritirato gratuitamente tutti i libri di chi voleva liberarsene. E li rivendevo online. Il commercio è andato così bene che ho aperto un sito in cui oggi c’è tutto il catalogo delle 40mila opere in vendita». Libri usati, fuori catalogo e nuovi che dalle pareti di legno in quell’angolo delle Alpi partono per l’Europa, il Giappone, gli Stati Uniti, la Corea, la Nuova Zelanda.

Visitare Tomi di Carta significa salire fino all’Alpe La Fraccia e trovare Michele con la sua barba bianca, la gallina Ross al seguito, l’aria di chi ha finalmente capito qual è la sua strada. Intorno, il panorama toglie il fiato: le cime bianche che al tramonto si colorano di rosa, l’aria fredda che sa di neve, il silenzio che ha il suono preciso dello scricchiolio dei passi sulla neve fresca. E poi i libri, ordinati con cura in uno spazio ristretto dove ogni volume sembra avere il suo posto giusto: una mensola sopra il camino, la parete delle scale per salire nell’appartamento ospitante fino a quattro persone che vogliono soggiornare nella libreria indipendente più alta d’Italia, con vista sulla Val Divedro e a mezz’oretta dalle piste da sci di San Domenico.

Michele è anche un bibliotecario per gli abitanti della valle, che possono prendere in prestito gratuitamente i libri e usare la sala di lettura, e un ristoratore che offre degustazioni di vini locali. In un’epoca in cui i territori d’alta quota si svuotano, Michele ha fatto il percorso inverso: ha portato libri, servizi e compagnia genuina, dove sembrava impossibile farli arrivare.

la Feltrinelli 3466: la libreria di catena più alta d’Italia (e d’Europa!)

Aperta nel 2019, laFeltrinelli 3466 si trova all’interno della terza stazione dello Skyway Monte Bianco, la funivia che da Courmayeur porta fino a Punta Helbronner. Sessanta metri quadri a quota 3466, circondati dalle vetrate che si affacciano sul massiccio del Monte Bianco, sul Monte Rosa, sul Cervino, sul Gran Paradiso. È la libreria di catena più alta d’Italia, ma anche d’Europa, un primato che da solo basta a farne un luogo straordinario.

Ma non è solo questione di numeri. Entrare in quella libreria significa trovarsi in un punto sospeso tra terra e cielo, dove il confine tra interno ed esterno sembra dissolversi. Le ampie finestre lasciano entrare la luce abbagliante dei ghiacciai e il blu profondo del cielo dove l’aria è rarefatta. E in mezzo a questo spettacolo naturale, i libri: 376 titoli per un totale di 1726 volumi, organizzati per percorsi tematici. Ci sono i best seller “d’alta quota”, la narrativa di montagna con titoli come Le otto montagne di Paolo Cognetti, i libri fotografici che raccontano le Alpi attraverso le immagini, le guide agli itinerari valdostani, i volumi enogastronomici dedicati ai sapori locali. C’è la letteratura per ragazzi, perché anche i più piccoli possono imparare ad amare la montagna attraverso le pagine.

Ciò che la rende unica è la possibilità di guardare il mondo da un’altra prospettiva – che poi è ciò che ci permettono di fare i libri: immedesimarsi in persone e situazioni non nostre e stimolare il pensiero indipendente e una visione più ampia.

La libreria è parte integrante dell’offerta esperienziale di Skyway Monte Bianco, un progetto made in Italy che grazie a un prodigio ingegneristico di funivie, porta da 1300 a 3466 metri di altitudine dove si può gustare un pranzo gourmet; visitare la cantina nella quale viene prodotto lo spumante “Cuvée des Guides”; attraversare cunicoli, spazi nascosti e passaggi segreti nella Tana delle Marmotte, un percorso ludico-didattico per bambini e adulti ispirato al mondo delle marmotte per conoscere i ritmi, le abitudini e il loro legame con le stagioni; ammirare la vista eccezionale dalla terrazza panoramica a 360º, “l’ultimo passo verso il cielo”… e fare un salto in libreria. Negli spazi di architettura contemporanea di vetro e acciaio, sono anche esposte opere fotografiche e di design per continuare a valorizzare i talenti artistici del nostro territorio.

Due librerie, due mondi

Tomi di Carta e laFeltrinelli 3466 di Punta Helbronner potrebbero sembrare agli antipodi. Una è piccola, genuina, nata dalla passione di un singolo individuo. L’altra è parte di un progetto imprenditoriale complesso, inserita in un contesto di tecnologia e turismo d’élite. Una è raggiungibile con una breve salita in auto e una passeggiata, l’altra si raggiunge tramite funivia e richiede un investimento economico significativo. Eppure, entrambe ci ricordano che l’altitudine non è solo una questione di metri, ma di prospettiva e benessere psicologico. Nessuna fretta, nessuna pressione (se non quella sanguigna, a cui bisogna stare molto attenti sul Monte Bianco!): il sovraffollamento di pensieri viene spazzato via da un colpo di vento, da un tramonto rosa dietro le vette, dal freddo pungente che tocca la pelle.

Ritrovo un certo equilibrio nel pensare che l’Italia, il paese delle biblioteche monumentali e delle librerie storiche, abbia anche queste due perle in alta quota. Perché la cultura non ha bisogno solo di palazzi e cattedrali: ha bisogno anche di baite e funivie, di alpeggi e terrazze. Ha bisogno di chi, come Michele, ha il coraggio di portare i libri dove sembrava impossibile. E di chi, come Skyway Monte Bianco, crede che anche a 3466 metri, in una bolla tecnologica, ci sia spazio per una libreria. 

1. Repubblica, 13 dicembre 2023, Intervista a Michele Bonelli di Valeria Teodonio: www.tomidicarta.com/it/content/19-notizie- dalla-libreria-di-montagna