D come Domodossola.

Il nome di città più abusato nella storia del classico gioco di famiglia “Nomi, cose, città”.

Così usato che molti si chiedono se esista davvero Domodossola. “Qualcuno ci è mai stato? Sa almeno dove si trovi?”

Ebbene. Domodossola esiste, è in Piemonte – a nord-ovest del Lago Maggiore, giusto per avere un riferimento concreto – ed è un borgo incantevole ai piedi del Sacro Monte (Patrimonio dell’umanità), con luoghi d’interesse come una particolare Officina del Cioccolato e una bellissima libreria dall’aria antica.

Vi presento la Libreria Grossi

L’anno prossimo festeggerà novant’anni. Me lo racconta Erica Grossi, discendente dei fondatori e attuale libraia di questo spazio fondato nel 1936 da suo nonno Giovanni con «qualche libro e tanta cartoleria», che si è trasformato via via negli anni in un posto con «tanti libri e un angolo di cartoleria». «Nell’intermezzo tra mio nonno e me ci sono stati mio zio Luigi e mio padre Alessandro che hanno continuato l’attività da librai e aperto anche una casa editrice di libri perlopiù storici riguardanti il mondo della Val d’Ossola, quindi del nostro territorio e della montagna in particolare.»

Ma facciamo un passo indietro e torniamo a quel giorno di fine agosto in cui, sorseggiando un tè freddo col pittore Marcovinicio – chi viene a trovarci in Ares trova diversi suoi quadri alle pareti – attirano il mio sguardo due vetrine, sormontante dall’insegna nero su sfondo sabbia, dall’altra parte della piazza. Mai avrei immaginato di mettere piede in realtà in una libreria ben più grande con un’estensione su due piani. All’interno, una stanza interamente dedicata alle novità del mondo editoriale affiancate dai cataloghi disposti per case editrici, delle “pennellate” di grande identificabilità (una delle mie collane preferite “Passaggi di dogana” di Giulio Perrone Editore era lì ad attendermi coi suoi colori pastello) e sicuramente d’impatto anche per chi non ha una specifica conoscenza del settore. Per chi invece varca l’ingresso alla ricerca di un autore preciso, può certamente dirigersi verso il corridoio dagli scaffali alti fino al soffitto in cui governa l’ordine alfabetico. Tornando verso il bancone d’ingresso, un’altra saletta ospita quell’«angolo di cartoleria» da cui tutto è iniziato – con anche l’aggiunta di giochi didattici per bambini e passatempi come i mandala – e un’intera parete dedicata all’Ossola, non solo guide ma anche romanzi. «Teniamo più o meno tutto il catalogo nazionale che riguarda i libri della montagna e cerchiamo di avere sempre anche delle chicche fuori catalogo che scoviamo nei posti più disparati.» Per esempio? «La raccolta antropologica di fine ’800 pubblicata da Longanesi in un cofanetto a due volumi dal titolo Il lavoro dei contadini

Chi muove i propri passi verso l’interno di questo vulcano culturale e segue le indicazioni poste sopra un passaggio ad arco, si ritroverà in una stanza interamente dedicata a ragazzi e bambini di ogni età. Sgabellini, poster colorati alle pareti e mongolfiere di carta nell’aria: è qui che inizia il volo della fantasia, e continua salendo le scale che conducono al piano superiore, dove i viaggi di Geronimo Stilton si accalcano e cartine geografiche arrotolate rendono più concreti i sogni nel cassetto. Una mano illustrata e delle orme di passi tracciate sui gradini, indicano di salire al piano superiore per scoprire la manualistica generale e quella tecnica, i volumi di giardinaggio e di cucina, di spettacolo e musica, e i libri dedicati all’hobbistica. È qui che la libreria è solita ospitare eventi e presentazioni, laboratori per bambini e genitori, e incontri organizzati in collaborazione con le scuole locali.

Pittura e architettura danno il loro tocco

La posizione centrale in questa città di diciassettemila anime, al numero 37 di Piazza del Mercato, ha permesso alla libreria di diventare un luogo di ritrovo con una clientela affiatata da generazioni. Essa stessa sorge in un palazzo risalente in parte al 1400 e in parte al 1600, di vecchia proprietà della famiglia Capis il cui esponente più importante fu Giovanni Capis (XVI-XVII secolo), un giurista e storico italiano che scrisse uno dei più antichi testi di storiografia ossolana contribuendo alla trasformazione del toponimo dall’originale latino Domus Oxilae al suo Duomo d’Ossola (da cui l’odierno Domodossola). Delle tracce di questo glorioso passato si possono scorgere al di sopra dello scaffale dedicato alla vallata. La famiglia Grossi decise infatti di non restaurare completamente lo spazio, ma valorizzare dei dettagli rimanenti dagli affreschi floreali dei Capis integrandoli ai moderni arredamenti.

Un’altra curiosità che riguarda il secondo piano è che è stato inglobato in un secondo momento dopo che era stato abitato per un breve periodo dal musicista e pittore Giuliano Crivelli (1935-2021). Ancora adesso si possono intravedere dei piccoli disegni – un sassofono, un volto – di sua mano. «Quando è passato in libreria si è commosso nel vedere che avevamo deciso di mantenere questi suoi schizzi fatti da giovanissimo nelle sere d’estate.»

Una vena creativa che continua con l’arte di Lucia, libraia ora in pensione con la passione della pittura. Un albero radicato nelle pagine di un libro su cui molti altri libri crescono come frutti appesi ai rami, è dipinto nella sala principale tra lo scaffale dei “Meridiani” Mondadori e la saggistica storica; libri che spiegano le loro ali fatte di carta si avvistano qua e là come sfondo di “storie succose per tipi pungenti. Libri che ridono. Libri che fanno domande. Libri che sognano”, come recita una mensola che accoglie prima fra gli altri Nella terra dei peschi in fiore di Melissa Fu (Nord, 2022).

Se ti chiedessi tre aggettivi per descrivere la libreria, cosa ti verrebbe in mente? «Sicuramente storica, perché non possiamo tralasciare questo aspetto, secondo me fondamentale. Poi ti direi sorprendente perché ci sono angoli che non ti aspetti. E infine ci metterei anche della simpatia, dell’allegria, perché a noi piace molto conoscere le persone che vengono qui e se non hanno fretta fermarci a chiacchierare.» Una casa lontano da casa in cui ritrovare quindi le libraie e i librai “di una volta”, quelli portati all’ascolto e pronti a ricercare nei cassetti della memoria (umana) quel titolo adatto a tutti i gusti. Un’Intelligenza Artificiale ante litteram.

Ne ho subito approfittato e ho chiesto a Erica – in arte anche Lady Edy, profilo femminile che firma recensioni di libri amati sul sito della Libreria Grossi – anche quali libri consiglierebbe a tutti, quei volumi imprescindibili che stanno al di sopra delle individuali inclinazioni. «Tra le autrici contemporanee mi viene subito in mente Viola Ardone: tutti i suoi libri mi sono rimasti nel cuore1. Poi i testi di Valérie Perrin2 che, anche se possono risultare oramai mainstream, possono conquistare molte lettrici e lettori. Per i ragazzi consiglio Norwegian Wood di Haruki Murakami insieme a Il giovane Holden di Salinger e a Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella, che propongo dal primo giorno che l’ho letto e che tengo in molteplici copie.» E sulla Val d’Ossola? «Il walser del silenzio, un diario corale di persone che vivevano in tre villaggi della vallata e che sono state costrette a lasciarli per cause di forza maggiore. Il legame fisico e psicologico con questo terreno e come lo raccontano, come lo descrivono, è la forza del libro.»

C’è un libro che non manca mai sugli scaffali anche se nessuno lo compra? Un “eterno incompreso”? «Ah, L’età del male di Deepti Kapoor uscito un paio di anni fa. Non ha avuto grande successo, ma noi l’abbiamo apprezzato perciò lo teniamo sempre. Poi non faccio mai mancare, Eva Dorme di Francesca Melandri: il suo successo l’aveva fatto, però poi è stato improvvisamente dimenticato. E invece secondo me è un romanzo che tratta di una parte di Storia poco narrata nei romanzi. In libreria tengo anche il Codice atlantico di Leonardo da Vinci: non è propriamente un “incompreso”, ma è un libro importante con un costo non indifferente. Non è un libro che si consiglia a tutti e men che meno è ricercato, ma arriva sempre quel lettore per cui, lo so, sarà il libro perfetto».

1 Tra i più celebri, Oliva Denaro. NdA.

2 Tatà, uscito a novembre 2024, ha conquistato nel giro di un mese il quarto posto della classifica dei libri più venduti in Italia dell’anno.