Domenica scorsa ci ha lasciato la poetessa Curzia Ferrari: nata a Milano il 27 maggio 1929, è stata una scrittrice raffinatissima con una speciale predilezione per la grande letteratura russa. Su invito di Cesare Cavalleri aveva collaborato spesso a Studi cattolici; per le Edizioni Ares aveva pubblicato Slanskij 1952, le strazianti memorie della vedova del segretario del partito comunista cecoslovacco giustiziato dalle purghe staliniane, un’appassionata biografia di Jacques Fesch, e curato il libro Per Salvatore Quasimodo (con interventi di Cesare Cavalleri, Vincenzo Guarracino, Roberto Mussapi). Tra i vari saggi dedicati allo stesso Quasimodo, il bellissimo Dio del silenzio, apri la solitudine, la fede tormentata di S. Quasimodo (Àncora, 2008). La sua Opera poetica è stata raccolta da Aragno ne Le stagioni della lucertola (2022), ne abbiamo parlato su Studi cattolici.

La redazione si stringe partecipe al dolore della famiglia e di quanti ne hanno condiviso il calore e l’amicizia. I funerali si terranno giovedì 12 marzo alle ore 14,45 presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli e San Francesco (Piazzale Diego Velasquez, 1 Milano).