
Le stelle sul soffitto
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“Tutte vestite di bianco, sembravamo soffioni delicatamente mossi dal vento”
Giugno 1940. La nave Sperantia fa rotta verso la Romagna, a bordo centinaia di bambini italo-libici con una promessa nel cuore: tre mesi di vacanza, un regalo del Duce alle famiglie dei coloni d’Africa. Tra di loro c’è Costanza, undici anni, un fratellino da custodire e la certezza – così le è stato insegnato – che Mussolini veglierà su di lei da lontano come un padre.
Ma la colonia di Igea Marina, con le sue gerarchie e le sue divisioni, sarà tutt’altro che un sogno, e Costanza conoscerà il vero volto della guerra: la separazione dal fratellino, fame e ristrettezze, bombardamenti e la speranza sempre più esile del ritorno a casa. Ma imparerà anche la forza dell’amicizia e ascolterà i primi sussulti del cuore per Raoul, un partigiano di quindici anni con cui riscoprire un gioco antico: fingere che il soffitto sia un cielo per inventare nuove costellazioni… Il destino però soffierà ancora lontano prima che Costanza trovi un luogo da chiamare casa.

Marino Cristina
Cristina Marino (1993) vive ad Altissimo (VI), un piccolo paese immerso nei boschi della Lessinia. Laureata in Lettere, con una tesi sui bambini italo-libici ospitati nelle colonie della Gioventù italiana littoria durante il secondo conflitto mondiale, ha proseguito gli studi con le lauree magistrali in Editoria e Giornalismo e in Filologia e Letterature moderne. Insegna Lettere nella scuola secondaria. Le stelle sul soffitto è il suo primo romanzo.
‘All dressed in white, we looked like dandelions gently swaying in the wind’
June 1940. The ship Sperantia is heading for the coast of the Adriatic Sea, carrying hundreds of Italian-Libyan children, each with a promise in their hearts: three months’ holiday, a gift from Mussolini to the families of the African settlers. Among them is eleven-year-old Costanza, with a little brother to look after and the certainty – as she has been taught – that Mussolini will watch over her from afar like a father.
But the holiday camp, with its hierarchies and divisions, will be anything but a dream, and Costanza will come to know the true face of war: separation from her little brother, hunger and hardship, air raids, and the ever-dwindling hope of returning home. Yet she will also learn the power of friendship and feel the first stirrings of love for Raoul, a fifteen-year-old partisan with whom she rediscovers an old game: pretending the ceiling is the sky to invent new constellations… Fate, however, will carry her even further afield before Costanza finds a place to call home.