Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
33.333 versi veloci come il sangue. Nikos Kazantzakis e la storia di un Odisseo

33.333 versi veloci come il sangue. Nikos Kazantzakis e la storia di un Odisseo

di Beatrice Savino e Nicola Crocetti

luglio/agosto 2026 · Quaderno: Noi siamo Odissea

A illustrare il Quaderno Noi siamo Odissea sono le opere realizzate nel 2021 dall’artista Luogo Comune nel quartiere di Borgo Palazzo a Bergamo, con la curatela di Tantemani (Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo). I 10 murales si estendono per circa un chilometro creando un percorso che lega le strutture realizzate dal progetto Capacityes (Children Against Poverty Awake the CITy Education System), un intervento di rigenerazione urbana che ha vinto il bando europeo UIA (Urban Innovative Action) nel 2019, dal quale sono nate una struttura di co-housing e l’Hub4Kids, uno spazio di attività e socializzazione per bambini.
Beatrice Savino è classicista, docente di Lettere nella scuola secondaria. Autrice di  testi scolastici e libri per l’infanzia. Collabora con diverse case editrici per la curatela di testi dei Classici. Dal 2024 cura per Ares la collana Belos dedicata alle letterature classiche e alla traduzione poetica.

Vedi, il tempo ha i suoi cicli e il Destino ha ruote,

e la mente dell’uomo, seduta in alto, le fa girare.

N. Kazantzakis, Odissea, Proemio, vv. 20-21

Sempre l’uomo. E sempre la sua anima battagliera. Che traccia mondi, libera confini, inventa storie. E che attraversa i secoli e la loro polvere, il chiacchiericcio del mondo e le superfici sciocche delle cose che passano senza lasciare ricordo.

L’eco bellissima di quell’«l’uomo, a me modula Musa» dell’Odissea omerica sta tutta qui. È l’eco di una storia e il racconto di un sogno.

Si sa che i sognatori hanno sempre un posto prediletto per nuovi sogni; a me piace pensare a Kazantzakis, in un pomeriggio qualsiasi dell’inverno del 1925 davanti al mare di Iraklio. Tira vento sul mare colore del vino. Il poeta pensa. Pensa allo scuro delle nuvole, a quel presagio di scuro e pioggia: una inquietudine del Tempo che oscilla, un futuro che non si conosce ma che avanza carico di tempeste. Il poeta pensa. Pensa a quelle storie che ti salvano sempre, all’uomo che, come dice Sofocle, è pensiero che spazia. Pensa alla Poesia che ha fatto di quell’uomo idea di tutta l’umanità. Pensa a lui, l’Arciere, il Rovinacase, l’Astuto. Pensa a Odisseo. Pensa a quello che pensano tutti gli uomini (e tutti i poeti), al modo migliore per gabbare la Morte, il Nulla, i destini già scritti. E fa la pensata migliore che esista: continuare una storia. Quel tipo di storia che viene dal mare e dal cuore insaziabile di un uomo che «contiene moltitudini» e che sa essere πολύτροπος (polútropos), il millerisorse.

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