Un classico senza tempo. Tour italiano per "Natale in Casa Cupiello"
marzo 2025
Un attore in carne e ossa sul palco, accompagnato da sette pupi. L’artigianato di un grande presepe e delle marionette nel segno della napoletanità. Natale in Casa Cupiello, capolavoro di Eduardo De Filippo, torna in scena con una proposta unica e innovativa. Questa produzione di Interno5 e Teatri Associati di Napoli (con il sostegno della Fondazione De Filippo e del Teatro Augusteo) supera i confini della tradizione per immergersi in un universo poetico e visionario dove il teatro di figura diventa protagonista.
Questa versione per attore cum figuris, curata da Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia, con la regia di Lello Serao, celebra il Natale non solo come rito, ma anche come riflessione intima e dolente sulla famiglia, le sue contraddizioni e la ricerca di un’umanità che, nonostante le difficoltà, si ritrova ogni anno sotto il segno della festività.
Con oltre cento repliche in città come Milano (dove è tornato per due anni consecutivi al Menotti. Lo spettacolo è andato in scena tra il 6 e l’8 dicembre 2024 al Teatro San Ferdinando di Napoli, tra il 28 gennaio e il 2 febbraio 2025 al Teatro Menotti di Milano e riprenderà in autunno: le date sono ancora da ufficializzare, Ndr), Torino, Genova, Bari, Roma e Alcamo, lo spettacolo si sviluppa come il ricordo di Tommasino, il giovane rampollo di casa Cupiello che non voleva apprezzare il presepe del padre Luca. La rievocazione diventa un sogno collettivo. Ogni elemento – dalle luci alle musiche, fino ai pupazzi scolpiti da Tiziano Fario – contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, quasi sacrale.
La forza di musica e scenografia
La scenografia è eterea e fantasmagorica, mentre le luci svolgono un ruolo fondamentale nel tracciare il confine tra realtà e fantasia. La loro morbidezza e il calore come di candele, con delicate sfumature che accendono il palco, suggeriscono un senso di intimità e protezione che solo la casa familiare può dare. Il disegno luci, mai invadente e sempre delicato, costruisce una dimensione rassicurante e malinconica, una rimembranza lontana ma viva.
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