Rodrigues & Foucault: echi di guerra nel teatro verità
novembre 2022
C’è un tratto comune nell’approccio alla guerra di certo teatro europeo: c’è la volontà dell’arte di fare un passo indietro rispetto alla cronaca, provando a sfumare (fino ad azzerarlo del tutto) ogni effetto di spettacolarizzazione.
Il teatro-realtà, che annovera tra le sue file Mats Staub, svizzero trapiantato a Berlino esperto di videoinstallazioni, ha un approccio civile difficile da incontrare in Italia, patria del Verismo e del Neorealismo, dove serpeggia la paura che un eccesso di naturalismo possa finire per rinnegare l’essenza stessa dell’arte. Motivo in più per non perdere lavori come Dans la mesure de l’impossible, del portoghese Tiago Rodrigues, e Reporters de guerre del belga Sébastien Foucault. Entrambi hanno fatto tappa al Piccolo Teatro di Milano. Il primo ha chiuso la stagione 2021/22; il secondo ha aperto la stagione 2022/23. A unire agli occhi dello spettatore i due lavori, il pensiero all’Ucraina, in un momento di recrudescenza dell’aggressione russa.
Tiago Rodrigues, regista neodirettore del Festival di Avignone, è arrivato al Teatro Strehler nell’àmbito della rassegna Presente Indicativo. Dans la mesure de l’impossible, con Adrien Barazzone, Beatriz Brás, Baptiste Coustenoble, Natacha Koutchoumov e il musicista percussionista Gabriel Ferrandini, è una radiografia del mondo delle associazioni umanitarie. Entriamo nella vita di chi lavora tra bombe e sala operatoria. Una recitazione estremamente naturalistica, accompagnata da musica e performance, fa di questo lavoro un esempio magistrale di teatro-verità.
Figlio di una dottoressa e di un giornalista, Rodrigues ha sensibilità umanistica. Qui è difficile cogliere il passaggio tra inchiesta e messinscena. Quello che emerge è uno sguardo solidale. L’idealismo incontra l’etica. I protagonisti non nascondono fragilità e contraddizioni.
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