Attraversare il mito significa entrare nella dimensione del mistero. Il mito è il tentativo di risposta dell’uomo alle domande sul proprio destino: la lotta tra bene e male, il significato della morte e del dolore. I miti attingono al senso del meraviglioso. Prefigurano il contatto tra realtà e immaginazione, fragilità ed energia, connaturato all’uomo. I miti aprono al bisogno d’assoluto e di misticismo, di una coscienza che non si limita al pensiero logico, all’aridità impotente del ragionamento, ma intuisce il simbolo, la metafora, il legame nascosto tra le cose. Le metamorfosi di Ovidio stabiliscono un rapporto con il sacro. Anticipano, attraverso le trasformazioni e la ricerca di senso, la condizione di integrità e pienezza cui aspira l’uomo, che diventa «simile a una pianta colma di linfe, in crescita, felice» (Elémire Zolla, Uscite dal mondo). Il rapporto con il sacro istituisce «il legame profondo con la vita magicamente crescente, fluente, fertile-felice, quella che vivifica il seme, il latte, il fuoco, l’anima» (ibidem).
Metamorfosi. Nel labirinto della memoria, della compagnia rodigina Teatro del Lemming, è un lavoro scenico connesso all’umana nostalgia della completezza. Il lemming è un roditore scandinavo famoso per le sue migrazioni interminabili finalizzate a conservare la tribù. Il nome della compagnia, fondata da Massimo Munaro nel 1987, rimanda al concetto di sopravvivenza e resistenza, di sacrificio ed eredità. La pratica teatrale del gruppo di Munaro, pianista, compositore, drammaturgo, regista, conferisce un’attenzione particolare alla partitura fisica e musicale prima ancora che a quella testuale.
Iniziazione per cinque spettatori
La compagnia predilige spazi scenici essenziali, radicando la propria poetica ai cinque sensi e ai quattro elementi. È un’arte sinestetica, avviata nel 1997 dallo spettacolo archetipico Edipo. Tragedia dei sensi per uno spettatore, e continuata con altri tre lavori che compongono una tetralogia: Dioniso e Penteo (per nove spettatori) nel 1999; Amore e Psiche (per due spettatori) nel 1999; infine Odisseo (fino a 33 spettatori) nel 2001.
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