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Mesopotamia & Iran dopo Alessandro. Sincretismo greco-orientale

Mesopotamia & Iran dopo Alessandro. Sincretismo greco-orientale

di Antonio Invernizzi

maggio 2021 · Quaderno: Il Vicino Oriente antico ieri & oggi

Antonio Invernizzi, professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico all’Università di Torino, si sofferma sul Vicino Oriente nell’età ellenistica. Anche se in Mesopotamia e in Iran l’egemonia greco-macedone, di Alessandro Magno prima e dei seleucidi poi, durò per un lasso di tempo relativamente breve – poco dopo la metà del II sec. a.C. questi territori furono conquistati dagli arsacidi, provenienti dalla Partia –, nondimeno causò profonde trasformazioni sociali e avviò un nuovo fattivo rapporto di conoscenza e interscambio culturale. Uno dei fattori determinanti del successo di questo interscambio fu la fondazione di nuove città secondo il modello urbanistico e  amministrativo greco. Invernizzi descrive l’architettura e l’arte plastica di Seleucia al Tigri e della cittadella arsacide di Nisa, in Partia, la cui produzione artistica è accomunata dal sincretismo figurativo scaturito dall’incontro tra la cultura greca e le tradizioni millenarie dell’Oriente antico. Nella foto, impronta di sigillo da Seleucia al Tigri.

Alessandro Magno morì a Babilonia nel 323 a.C., al ritorno dalle campagne di conquista dell’Impero achemenide. Al termine delle inevitabili contese per la sua eredità, i seleucidi rimasero signori di gran parte delle regioni asiatiche, perdendo poi quelle più orientali. In Mesopotamia e in Iran l’egemonia greca cessò poco dopo la metà del II sec. a.C., quando gli arsacidi, acquistata piena indipendenza nella Partia, la regione di Nord-est da cui sono comunemente chiamati, conquistarono tutto l’Iran e la Mesopotamia. Ma nel lasso di tempo relativamente breve della dominazione macedone profonde trasformazioni sociali e culturali influenzarono la vita delle comunità. La presenza stabile di greci e macedoni svolse in certo modo la funzione di catalizzatore nel processo di adattamento delle popolazioni orientali alla nuova situazione politica, sociale e culturale, in particolare per quanto riguarda, da un lato, i complessi aspetti dei modi di adesione alle novità e, dall’altro, il rispetto delle antiche tradizioni.

Nella storia dell’Asia anteriore guerre, mutamenti di dinastie, invasioni di nuovi popoli furono da sempre eventi abituali, ma, rispetto al passato, la conquista di Alessandro portò con sé un inedito epocale trauma, che coinvolse ogni aspetto della vita di quei popoli. Molto diverso era infatti il carattere della civiltà greca che si poneva allora come punto di riferimento dell’indispensabile dialogo dopo la conquista, una civiltà che poneva al suo centro l’Uomo, anche al di sopra del Re e del Sacerdote. Benché i greci fossero tutt’altro che estranei all’Asia achemenide – la Ionia era importante provincia dell’Impero, e una moltitudine di greci frequentava per svariate ragioni le terre più lontane –, la loro presenza diffusa ora su tutto quell’ampio territorio, e ormai stabilmente radicata a livelli di comando, poté dare inizio a un nuovo fattivo rapporto di conoscenza e interscambio culturale nei nuovi àmbiti politicamente e amministrativamente coesi.

La creazione di nuove città

Uno dei fattori determinanti del successo di questo interscambio fu la fondazione di nuove città secondo il modello urbanistico e  amministrativo greco. Ad Alessandro è attribuito un numero considerevole di nuove fondazioni, imposte anzitutto dalla necessità di provvedere a quelle parti delle truppe che non erano più in grado di proseguire nell’azione di conquista né di prestare effettivo servizio nell’armata macedone. Di nessuna di queste nuove fondazioni asiatiche è nota la struttura urbanistica primitiva, anche se alcune si svilupparono fino ai tempi moderni. Ma i seleucidi proseguirono questa politica ben oltre le primarie necessità materiali, e con la fondazione di città caratterizzate da moderne strutture pubbliche promossero nelle loro terre uno sviluppo socio-culturale ed economico ineguagliato. Babilonia, Uruk, il cui nome grecizzato era Orkhoi, e Susa, che divenne Seleucia all’Euleo, furono tra i centri importanti del nuovo Impero e di quello partico che a questo succedette, e si arricchirono di nuovi monumenti.

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