Mensile di studi e attualità · dal 1957
Studi
di Antonio Invernizzi
Numero 723 · maggio 2021 · Quaderno: Il Vicino Oriente antico ieri & oggi

Alessandro Magno morì a Babilonia nel 323 a.C., al ritorno dalle campagne di conquista dell’Impero achemenide. Al termine delle inevitabili contese per la sua eredità, i seleucidi rimasero signori di gran parte delle regioni asiatiche, perdendo poi quelle più orientali. In Mesopotamia e in Iran l’egemonia greca cessò poco dopo la metà del II sec. a.C., quando gli arsacidi, acquistata piena indipendenza nella Partia, la regione di Nord-est da cui sono comunemente chiamati, conquistarono tutto l’Iran e la Mesopotamia. Ma nel lasso di tempo relativamente breve della dominazione macedone profonde trasformazioni sociali e culturali influenzarono la vita delle comunità. La presenza stabile di greci e macedoni svolse in certo modo la funzione di catalizzatore nel processo di adattamento delle popolazioni orientali alla nuova situazione politica, sociale e culturale, in particolare per quanto riguarda, da un lato, i complessi aspetti dei modi di adesione alle novità e, dall’altro, il rispetto delle antiche tradizioni.
Nella storia dell’Asia anteriore guerre, mutamenti di dinastie, invasioni di nuovi popoli furono da sempre eventi abituali, ma, rispetto al passato, la conquista di Alessandro portò con sé un inedito epocale trauma, che coinvolse ogni aspetto della vita di quei popoli. Molto diverso era infatti il carattere della civiltà greca che si poneva allora come punto di riferimento dell’indispensabile dialogo dopo la conquista, una civiltà che poneva al suo centro l’Uomo, anche al di sopra del Re e del Sacerdote. Benché i greci fossero tutt’altro che estranei all’Asia achemenide – la Ionia era importante provincia dell’Impero, e una moltitudine di greci frequentava per svariate ragioni le terre più lontane –, la loro presenza diffusa ora su tutto quell’ampio territorio, e ormai stabilmente radicata a livelli di comando, poté dare inizio a un nuovo fattivo rapporto di conoscenza e interscambio culturale nei nuovi àmbiti politicamente e amministrativamente coesi.
Uno dei fattori determinanti del successo di questo interscambio fu la fondazione di nuove città secondo il modello urbanistico e amministrativo greco. Ad Alessandro è attribuito un numero considerevole di nuove fondazioni, imposte anzitutto dalla necessità di provvedere a quelle parti delle truppe che non erano più in grado di proseguire nell’azione di conquista né di prestare effettivo servizio nell’armata macedone. Di nessuna di queste nuove fondazioni asiatiche è nota la struttura urbanistica primitiva, anche se alcune si svilupparono fino ai tempi moderni. Ma i seleucidi proseguirono questa politica ben oltre le primarie necessità materiali, e con la fondazione di città caratterizzate da moderne strutture pubbliche promossero nelle loro terre uno sviluppo socio-culturale ed economico ineguagliato. Babilonia, Uruk, il cui nome grecizzato era Orkhoi, e Susa, che divenne Seleucia all’Euleo, furono tra i centri importanti del nuovo Impero e di quello partico che a questo succedette, e si arricchirono di nuovi monumenti.
Studi cattolici · n. 723 · maggio 2021
Edizioni Ares · Milano
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