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Manga, lineamenti di un fenomeno culturale
Fumetti · Arti e spettacoloSc 787

Manga, lineamenti di un fenomeno culturale

di Giorgio Crico

settembre 2026

Poco più di sei anni fa eravamo tutti chiusi in casa. Tra chi si dedicava a una panificazione intensiva (chi ricorda l’introvabile lievito?), chi si cimentava con l’apprendimento di una nuova lingua o di uno strumento musicale e chi sfidava l’ira di qualche vedetta da balcone andando a correre, in tantissimi si sono buttati nella lettura. In questo particolarissimo contesto socioculturale i fumetti giapponesi hanno conosciuto l’inizio di un boom di vendite senza precedenti che ha proiettato alcuni titoli in cima a tutte le classifiche di vendita, di settore e non solo.

Contrariamente a quanto indica uno stereotipo ricorrente, si è trattato di un fenomeno che ha interessato soprattutto giovani e giovanissimi, che all’epoca hanno riscoperto in massa il piacere della lettura. Tra tutto ciò che il mondo dell’editoria aveva da offrire, hanno infatti scelto di dedicarsi principalmente ai manga (cioè ai fumetti giapponesi), dando origine a un trend che, in brevissimo tempo, ha portato le case editrici del nostro Paese a inondare il mercato con un’offerta sempre più variegata e ricca.

I numeri di un’esplosione

Per dare qualche riferimento numerico sfruttiamo una ricerca condivisa dall’Aie (Associazione Italiana Editori) e riportata dalla testata di settore online Fumettologica nel novembre del 2025: tra il 2019 e il 2025 il manga ha conosciuto una crescita del +280,7% in termini di copie vendute e, solo qualche mese fa, occupava una quota delle vendite totali di fumetti pari al 74,4%. In tutto ciò, va anche considerato che questi dati sono stati raccolti senza includere le vendite fatte registrare dalle edicole, dai supermercati sotto gli 800 metri quadrati, dalle piccole librerie specializzate e, soprattutto, dalle fumetterie, il che lascia supporre che il volume di vendite sia ancora superiore.

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