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Cisgiordania: un futuro incompiuto. La guerra invisibile del Medioriente
Esteri · Il mondoSc 782

Cisgiordania: un futuro incompiuto. La guerra invisibile del Medioriente

di Roberto Rapaccini

aprile 2026

Le guerre più pericolose non sono sempre quelle che esplodono sotto i riflettori, ma quelle che si sedimentano nel silenzio, modificando lentamente gli equilibri fino a renderli irreversibili. In proposito, mentre a Gaza si concentra l’attenzione emotiva e mediatica del mondo, è in Cisgiordania che si sta ridisegnando la forma futura del conflitto israelo-palestinese. Qui non assistiamo a bombardamenti su larga scala, né a un fronte militare definito; ciò che prende forma è un processo graduale e pervasivo, fatto di decisioni amministrative, ridefinizioni territoriali, tensioni diffuse e mutamenti istituzionali che giorno dopo giorno stanno modificando l’assetto politico del territorio.

La Cisgiordania rappresenta oggi il banco di prova della sostenibilità di qualsiasi soluzione futura: è lo spazio in cui si misura la possibilità – o l’erosione progressiva – di una convivenza fondata su due entità politiche distinte. Se a Gaza si racconta l’esplosione visibile della crisi, in Cisgiordania si narra la trasformazione lenta. Ed è spesso nei processi lenti, più che negli eventi eclatanti, che si decide l’architettura di un’intera regione. È qui che si ridefiniscono i confini effettivi, le forme del controllo, la tenuta delle istituzioni palestinesi, e il delicato equilibrio tra sicurezza israeliana e aspirazione statuale palestinese. Ciò che accade in questo territorio non è un capitolo secondario della crisi, ma la sua evoluzione strutturale.

Breve storia di una regione

La Cisgiordania è una terra densa di storia, dove geografia e memoria coincidono. Collocata tra il fiume Giordano a est e la Linea Verde (il confine israeliano del 1948) a ovest, la Cisgiordania comprende città simboliche come Hebron, Nablus, Betlemme e la parte orientale di Gerusalemme, luoghi che intrecciano dimensione religiosa, identità nazionale e appartenenza collettiva. Più precisamente Gerusalemme dal 1967 è stata amministrativamente unificata da Israele che la considera sua capitale indivisibile; tuttavia, la città resta politicamente e giuridicamente contesa, poiché la comunità internazionale non riconosce l’annessione di Gerusalemme Est, che l’Autorità Palestinese rivendica come capitale del futuro Stato palestinese.

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