Oltre il mito di «italiani brava gente»: il cinema e le guerre coloniali rimosse

Quanti film italiani ambientati durante le guerre coloniali in Africa riuscite a ricordare?

Se la risposta è “pochissimi”, non è un caso. Mentre il cinema internazionale ha affrontato a viso aperto le contraddizioni dell’imperialismo — dalla guerra d’Algeria per la Francia al Vietnam per gli Stati Uniti —, la cinematografia italiana ha a lungo aggirato o censurato il capitolo del nostro «posto al sole». Eppure, alcune pellicole hanno provato a rompere il silenzio, scontrandosi spesso con veti istituzionali e l’intramontabile mito degli «italiani brava gente».

Oltre il mito di «italiani brava gente»: il cinema e le guerre coloniali rimosse

Oltre il mito di «italiani brava gente»: il cinema e le guerre coloniali rimosse

Ecco due titoli emblematici per rileggere e comprendere quanto sia ancora difficile fare i conti con il passato:

«Il leone del deserto» (Lion of the Desert, 1981) di Moustapha Akkad

Il leone del desertoInterpretato da Anthony Quinn (nei panni del leader della resistenza libica Omar al-Mukhtar) e Oliver Reed (il generale Rodolfo Graziani), è il caso più clamoroso. Il film racconta senza sconti la brutale controguerriglia fascista in Cirenaica, compresi i campi di concentramento e le deportazioni. Diretto da Mustafa Akkad, si tratta di un film storico basato sulla vita del condottiero senussita libico Omar al-Mukhtar, che si battè opponendosi alla riconquista della Libia da parte del Regio Esercito italiano.

Bloccato immediatamente dalle autorità italiane perché «lesivo dell’onore dell’esercito», è rimasto invisibile nelle sale e in TV per quasi trent’anni, fino alla prima messa in onda su Sky nel 2009. Nel settembre 2024 su iniziativa della ONG Un Ponte Per è stato ottenuto il visto ministeriale liberando il film dalla censura dopo 44 anni.

«Tempo di uccidere» (1989) di Giuliano Montaldo

Tratto dall’omonimo capolavoro letterario di Ennio Flaiano (Premio Strega 1947) e interpretato da Nicolas Cage, il film è ambientato durante l’invasione dell’Etiopia nel 1936.

Lontano dai trionfalismi di regime, mette in scena lo smarrimento morale, la colpa e il disorientamento del tenente Silvestri.

Più che una gloriosa conquista, l’Africa appare qui come un incubo febbrile in cui l’illusione civilizzatrice implode miseramente.

Oltre la finzione: la storia sul campo

Tra la censura esplicita e le narrazioni parziali, ciò che è rimasto fuori dallo schermo è la realtà documentale: l’uso sistematico delle armi chimiche, le popolazioni civili stremate, la costante oscillazione militare tra la repressione e il fallimento di una reale pacificazione.

Per capire davvero cosa accadde in Libia e nel Corno d’Africa, il cinema non basta: serve il lavoro rigoroso della ricerca storiografica e archivistica.

Incontro con l’autrice: Federica Saini Fasanotti

In occasione dell’uscita del suo saggio, frutto di vent’anni di ricerche tra documenti e indagini sul campo, vi invitiamo a un appuntamento per andare oltre i miti e le rimozioni della nostra storia.

Giovedì 17 settembre alle ore 19:00, Federica Saini Fasanotti presenterà Colonie italiane in Africa, presso Edizioni Ares, via Santa Croce 20/2, Milano.

L’autrice dialogherà con Alberto Carioti e Alberto Leoni, autore dell’invito alla lettura dell’opera.

Camilla Ferretti Torricelli
2026-09-11T14:03:28+02:00Approfondimenti|

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