Trumau? Mai sentita. Reazione normale, non vi preoccupate. È difficile aver sentito parlare di questo piccolo villaggio, collegato con Vienna da una linea ferroviaria che sembra uscita da un modellino: una carrozza, un binario, fermate ogni tre minuti. Il trenino attraversa campi coltivati e spesso disseminati di fiori spontanei; osservando con attenzione, è frequente notare fagiani, aironi, piccoli rapaci, a volte daini e caprioli.

Ciononostante, le ragioni per visitare specificatamente Trumau non sarebbero molte: il villaggio è piccino, la chiesa parrocchiale molto graziosa ma senza nulla di memorabile, c’è giusto un piccolo supermercato e un kebabbaro, oltre a una trattoria il cui menu è una lavagna su cui sono scritti a mano i due (due) piatti del giorno.

In questo villaggio uguale a mille altri, tuttavia, ha sede l’ITI, International Theological Institute. Fondato da san Giovanni Paolo II alla fine degli anni Novanta, e inizialmente collocato nell’ancor più piccolo villaggio di Gaming, l’ITI si è poi trasferito in un piccolo e leggiadro castello a Trumau. La vocazione iniziale e primaria dell’ITI, affidatagli dal santo Papa, era di approfondire gli studi su matrimonio e famiglia, e questa attenzione particolare dura a tutt’oggi. Per questa ragione, fra l’altro, il corpo studentesco conta anche parecchie giovani famiglie, che vivono nel campus adiacente in piccoli appartamenti, tipicamente pieni di bimbetti che rallegrano molto l’atmosfera.

Il castello sede dell'International Theological Institute di Trumau, Austria

Il castello sede dell’International Theological Institute di Trumau, Austria

Accanto a questa specificità, l’ITI offre anche studi teologici tradizionali (rilasciando titoli come il baccellierato, la licenza e il dottorato riconosciuti dal Vaticano) e un programma di un anno, chiamato “Studium Generale”, che molti giovani scelgono di frequentare come anno di riflessione tra le superiori e altri studi universitari, e che, in un anno accademico, fornisce una notevole formazione culturale e teologica, propedeutica a ulteriori studi teologici oppure a carriere diverse, che però verranno vissute dai giovani con il supporto di una fondamentale cultura cristiana. L’Istituto offre infatti anche un percorso tradizionale di baccellierato, licenza e dottorato in Teologia, riconosciuto dal Vaticano, oltre a un Bachelor of Liberal Arts che pone gli studenti a diretto contatto con la grande tradizione culturale dell’Occidente e del cristianesimo.

Ciò che più colpisce, dell’ITI, è tuttavia l’atmosfera che si respira. Numericamente è una piccola istituzione, e le classi cercano di avere non più di 10-15 studenti per docente, al fine di favorire al massimo uno stile di insegnamento molto seminariale e dialogico. Le lezioni sono molto “low-tech”: lavagne con pennarelli, quaderni e libri, ma una vivacità intellettuale che non di rado risulta sfidante per i docenti, e, ancor più spesso, è immensamente appagante.

Ancora più impressionante è la vita di preghiera. Il castello disponeva da sempre di una propria cappella, in stile rococò austriaco, accanto alla quale è stata realizzata una cappella più grande, affrescata interamente in stile bizantino. Una delle specificità dell’ITI è infatti la notevole presenza di studenti e clero cattolici di rito bizantino. Ogni lunedì sera si canta l’Akathistos, e quasi ogni giorno c’è la Divina Liturgia o Mattutino e Vespri bizantini, accanto alla S. Messa di rito romano, normalmente celebrata in latino. Durante l’anno accademico, l’adorazione eucaristica dalle 7 di mattina alle 22, più una notte alla settimana, è garantita da turni degli studenti e dei docenti. Comunissimo incontrare nel campus ragazzi col rosario in mano; la sera si entra nella terza cappella, quella del campus, e si trova sempre qualcuno in adorazione, in preghiera, o intento a vivere la lectio divina.

Ogni giorno i docenti sacerdoti offrono la possibilità della confessione, e c’è una piccola coda ogni giorno.

Preghiera, cultura e vita studentesca si intrecciano in modo naturalissimo e meraviglioso nello stesso tempo. Il corpo docente, internazionale come quello studentesco (la lingua adottata nell’insegnamento è l’inglese, e le provenienze vanno dall’Australia al Canada, dall’Etiopia alla Cina), comprende figure dai profili accademici importanti, uniti a profondo e genuino impegno nella fede. Alcuni professori sono consacrati o religiosi (anche grazie alla storica “fratellanza” fra l’ITI e il monastero cistercense di Heiligenkreuz; ma vi sono anche francescani, domenicani, sacerdoti dell’Opus Dei e diocesani), alcuni sono membri del clero cattolico-bizantino (e, come tali, spesso hanno a loro volta famiglie numerose e molto integrate nel piccolo mondo dell’ITI), molti sono laici, uomini e donne.

Non c’è solo serietà, all’ITI. La chat dell’istituto offre a volte delle perle davvero notevoli. Una che mi ha divertita molto è stata: «Ho trovato 10€ nel cortile del castello. Di chi sono?». E un altro giorno si leggevano, di seguito, questi tre messaggi: «Qualcuno potrebbe venire a esporre il Santissimo in cappella?», «Per caso potreste prestarmi della pancetta a cubetti?», «Venite, sta iniziando il corso di valzer!».

Innumerevoli sono infatti le occasioni di far festa: accanto a due appuntamenti fissi, la cena del lunedì e la zuppa del venerdì, che sono opportunità di mangiare tutti insieme, ci sono sempre buoni motivi per organizzare momenti conviviali. Si pratica il canto, gregoriano e polifonico; ci sono corsi di scherma medievale e partite di calcio, oltre naturalmente a numerose iniziative culturali extracurriculari come conferenze, convegni, concerti.

In breve, l’ITI sembra un angolo di Paradiso in terra, tanto che se non lo vivi ti chiedi se esista veramente; alla fine del mio secondo anno di insegnamento qui, tuttavia, ne sono sempre più entusiasta, e mi ritengo profondamente onorata di poter lavorare con giovani così brillanti, motivati, impegnati e semplicemente veri, gioiosi, luminosi.

Per cui… anche se probabilmente non val la pena di visitare Trumau per il kebabbaro o per il supermercato, l’ITI vale decisamente il viaggio dall’Italia!