3 libri da leggere per onorare il giorno del ricordo

Ogni 10 febbraio l’Italia commemora una delle pagine più dolorose e a lungo dimenticate della propria Storia: l’esodo giuliano-dalmata e le foibe. Istituito nel 2004, il Giorno del Ricordo onora la memoria delle migliaia di vittime delle violenze perpetrate ai confini orientali alla fine della Seconda guerra mondiale e dei trecentomila italiani costretti ad abbandonare le proprie terre in Istria, Fiume e Dalmazia. Una tragedia complessa, segnata da decenni di silenzio e rimozione collettiva, che ancora oggi interroga la coscienza nazionale sul peso della memoria storica e sulla necessità di non dimenticare.

3 libri da leggere per onorare il Giorno del Ricordo

Lontano da qui, Roberto Spazzali

L’emigrazione ha accompagnato l’umanità fin dal suo affacciarsi alla storia. La Venezia Giulia, travagliata da due guerre mondiali, ha conosciuto e prodotto flussi migratori generati tanto da situazioni economiche e sociali sfavorevoli, quanto dalle conseguenze dei confini ripetutamente tracciati sulla regione dal 1918 al 1954.
Confini e regimi politici che hanno indotto la popolazione a fare la scelta più difficile: lasciare la terra natale e cercare nuova esistenza altrove, anche in altri continenti. Per quanto il fenomeno sia stato studiato, in parte analizzato e consegnato alla memoria con la raccolta di testimonianze, mancava nel panorama editoriale un’opera di sintesi in grado di contestualizzarlo nel complesso più ampio delle migrazioni.
Il libro di Roberto Spazzali, come sempre accurato e documentato,
risponde a questa mancanza.

Fogolèr, Grazia Del Treppo

Istria, febbraio 1951. La famiglia Del Treppo si prepara alla partenza da Canfanaro: un doloroso strappo sotto le minacce della dittatura comunista di Tito che infuria costringendo gli italiani alla fuga verso un destino ignoto.
Questo racconto ci porta in presa diretta a quei giorni: raggela e riscalda allo stesso tempo, ci sono gli arresti improvvisi, le persecuzioni, le foibe. Testimone di questi orrori, Grazia Del Treppo accende una speranza che continua a brillare nel buio: è il fuoco del fogolèr, il focolare, che trema senza però spegnersi mai. È il fuoco del ricordo, delle storie familiari, di profumi gioiosi e lontane risate di bambini.
Grazia Del Treppo con resilienza e pazienza certosina ricompone le tessere di un doloroso mosaico, superando con la pietas le lacerazioni di quei giorni bui che segnarono la vita di migliaia di esuli istriani.

Pola, città perduta, Roberto Spazzali

La vicenda tormentata di una città, Pola, che al termine del secondo conflitto mondiale dovette essere ceduta alla Jugoslavia, Paese che aveva vinto la guerra mentre l’Italia l’aveva perduta. E cominciò la fuga degli esuli. Tra il gennaio e il marzo 1947, 27.256 persone abbandonarono la città con quasi 150mila metri cubi di masserizie, arredi di uffici e negozi, attrezzi di botteghe artigianali e industrie. Più del doppio di profughi avevano già lasciato l’Istria, Fiume e la Dalmazia nei mesi precedenti. Fu un impegno e uno sforzo straordinario a cui concorsero le istituzioni pubbliche, le autorità religiose, i militari di leva e migliaia di anonimi italiani che si prodigarono per senso del dovere e in nome del ricordo del sacrificio della generazione della Grande guerra. Ma ci furono anche ritardi, disservizi, campanilismi, disinteresse, ipocrisie, rancori, furti e truffe. In queste pagine si affollano personaggi celebri e gente del popolo, appaiono eroi noti e sconosciuti di un lembo di terra che fu italiano. La narrazione, scientificamente ineccepibile ma coinvolgente come un romanzo, è arricchita da una moltitudine di documenti inediti provenienti dell’Ufficio per la Venezia Giulia.