William Faulkner è uno dei giganti della letteratura americana del Novecento, ma dietro al Premio Nobel e ai romanzi che hanno ridefinito la narrativa moderna si nasconde un uomo fatto di contraddizioni, ostinazione e qualche colpo di scena degno di uno dei suoi personaggi. Ecco cinque curiosità che raccontano il Faulkner meno noto.
Ecco cinque curiosità sorprendenti sulla sua vita tratte dal libro William Faulkner. Il vortice dell’origine di Francesco Baucia.
5 curiosità su William Faulkner che (forse) non conoscevi
1. Il cognome che non era il suo
Faulkner nacque come Falkner, senza la “u“. Fu lui stesso ad aggiungerla, dopo il suo esordio letterario, per prendere le distanze dalla famiglia d’origine. Un piccolo gesto tipografico che diventò una vera e propria dichiarazione d’identità: da quel momento in poi, l’autore avrebbe costruito da sé il proprio nome, proprio come stava costruendo da sé un intero universo narrativo, quello della contea immaginaria di Yoknapatawpha.
2. Licenziato per colpa dei libri
Prima di diventare uno scrittore acclamato, Faulkner gestì per anni l’ufficio postale dell’Università del Mississippi. Un lavoro che, a quanto pare, gli interessava ben poco: preferiva leggere. Dopo diverse lamentele dei colleghi, un giorno arrivò l’ispettore e lo trovò sommerso da buste da smistare, ma completamente immerso nella lettura di un libro. Il risultato fu il licenziamento. Faulkner, da parte sua, non sembrò dispiacersene troppo: disse che non voleva più essere “alla mercé di ogni uomo che avesse due centesimi per un francobollo”.
3. Innamorato due volte della stessa donna
La storia sentimentale di Faulkner ha il ritmo di uno dei suoi romanzi più tormentati. Si innamorò di Estelle, amica d’infanzia, ma lei sposò un altro uomo. Faulkner non si arrese: attese dieci anni, fino a quando il matrimonio di lei non naufragò, prima che i due potessero finalmente stare insieme. Una storia d’amore lunga, sofferta, tutt’altro che lineare, proprio come i destini intrecciati dei suoi personaggi.
4. Cinquemila parole al giorno
Sotto la guida dello scrittore Sherwood Anderson, Faulkner scoprì di possedere una capacità di concentrazione fuori dal comune. Arrivò a scrivere fino a 5.000 parole al giorno, ogni giorno, con una disciplina quasi ossessiva. È un dato che aiuta a spiegare la mole e la complessità della sua produzione: romanzi densi, stratificati, costruiti con una prosa che richiedeva un impegno creativo costante e instancabile.
5. Da sceneggiatore a Premio Nobel
Quando la MGM lo assunse come sceneggiatore a Hollywood, nessuno avrebbe scommesso sul suo futuro letterario. Eppure, nel 1949, Faulkner vinse il Premio Nobel per la Letteratura, diventando il primo di una straordinaria triade di scrittori americani a riceverlo nel giro di pochi anni, con Hemingway e Steinbeck. Un percorso che dimostra come il talento possa attraversare anche le strade più impreviste, prima di trovare il proprio riconoscimento.
Dietro l’autore di L’urlo e il furore e Mentre morivo si nasconde quindi una vita fatta di ribellioni, attese e ostinazione. Forse è proprio in questi dettagli, apparentemente minori, che si trova la chiave per capire la profondità e la complessità di uno degli scrittori più importanti del Novecento.
