Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Washington Mall, un monito della Storia
Lettera da · SocietàSc 730

Washington Mall, un monito della Storia

di Antonio Besana

dicembre 2021

Washington DC è stata concepita e progettata fin dal suo sorgere come capitale degli Stati Uniti attraverso successive leggi del Congresso tra il 1790 ed il 1791, ed inaugurata nel 1800 dopo la conquista dell’indipendenza come sede del Governo federale. Costruita lungo il corso del fiume Potomac, su un’area ceduta dagli stati della Virginia e del Maryland, è un territorio autonomo denominato District of Columbia, sede delle principali istituzioni americane e di numerosi musei.

Il National Mall è un viale lungo circa tre chilometri che corre in direzione da est a ovest, fiancheggiato dalla Constitution Avenue e dalla Independence Avenue. Pierre Charles L’Enfant, un architetto francese, ne stese il progetto nel 1791, ma il viale fu realizzato solo all’inizio del ‘900. Arricchito in seguito da diversi monumenti, è oggi amministrato dal National Mall and Memorial Parks. Percorrere interamente a piedi il National Mall da Capitol Hill al Lincoln Memorial, attraversare il ponte sul Potomac e giungere al cimitero di Arlington costituisce non solo una buona opportunità di esercizio fisico, ma soprattutto una sorta di viaggio attraverso la storia degli Stati Uniti. Partendo da Capitol Hill in direzione ovest, dopo poco meno di due chilometri si incontra una collinetta sulla quale è posto il Washington Monument, un obelisco di marmo di 169 metri circondato dalle onnipresenti bandiere americane, progettato dall’architetto Robert Mills intorno al 1840 in memoria di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti d’America. La costruzione inizia nel 1848 e terminata solo nel 1884. Al momento della sua inaugurazione, nel 1888, era l’edificio più alto del mondo, primato perso l’anno successivo con il completamento della Tour Eiffel. Alla nostra destra si intravede la Casa Bianca. Dall’altro lato dell’obelisco, al centro del Mall, si estende la Reflecting pool, una piscina lunga 600 metri e larga 167, nella quale si specchiano i monumenti che la circondano, in fondo alla quale si trova il Lincoln Memorial di cui essa fa parte. Superato l’obelisco attraversiamo un ampio prato e giungiamo al National World War II Memorial, inaugurato nel 2004 dal presidente George W. Bush e dedicato ai caduti della Seconda guerra mondiale. È formato da 56 pilastri (gli stati che compongono gli USA) e da due archi (il teatro europeo e quello del Pacifico) che circondano una fontana. Varie iscrizioni ricordano i principali eventi del conflitto, da Pearl Harbour al D-Day. Vicino all’arco dedicato al teatro del Pacifico è scolpita una frase dell’Ammiraglio Chester Nimitz: «Essi hanno combattuto insieme come fratelli in armi. Sono morti insieme e ora riposano insieme fianco a fianco. Per loro abbiamo un obbligo solenne».

Sul lato ovest del memoriale si trova il Freedom Wall (Muro della Libertà) sul quale sono poste 4.048 stelle d’oro, ognuna delle quali rappresenta 100 caduti, in totale 405.399 deceduti o dispersi in azione durante il conflitto. Sotto al muro si trova l’iscrizione «Here we mark the price of freedom» (Qui segniamo il prezzo della libertà).

Il seguito è riservato agli abbonati

Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.

Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.