Viaggio da Nobel
André Gide, Viaggio al Congo, Marsilio, Venezia 2022, pp. 256, euro 16.
Il viaggio è quell’esplora zione che si nasconde dietro l’incendio dei paesaggi. Come la luna, quasi piena, che André Gide rimira dietro il velo di bruma.
In Viaggio al Congo (1927) lo scrittore francese, premio Nobel per la letteratura nel 1947, vive il cambiamento come l’unica possibilità, per comprendere la realtà; e descrive con pagine poetiche un mondo di bellezza e di miseria in lotta con sé stesso. L’amore per la verità, di cui parla la motivazione dell’Accademia di Svezia, accompagna Gide durante il suo viaggio nelle terre oscure del colonialismo; l’autore annota tutto, traccia un profilo della situazione sociale, riflette sui problemi degli indigeni e sulle violenze da loro subìte – fra risalite di fiumi, luci all’orizzonte, tramonti, cascate e vasti territori… e il paesaggio della natura è inevitabilmente il compagno della difficile traversata. Occorre addentrarsi con coraggio dentro la tumultuosa vastità e scoprire che cosa si agi ta nel piccolo mondo dell’umano. E sempre con coraggio ritornare dalla vastità soltanto percepita, anelata, sfiorata. Lo sguardo dello scrittore è pieno di meraviglia, di attenzione; il vero è splendido, naturale, incorruttibile, divino; il respiro si rinnova, «l’essere si esalta». In questi territori immensi, che sembrano senza confini, si realizza il concetto di altro spazio: qualcosa che va al di là delle nostre conoscenze, quella che Gide chiama la mancanza di individuazione – la meta che non c’è, perché è già presente; i punti geografici identici; l’uomo inghiottito in sé.
«Forse la mia felicità è sempre viva; ma non altrettanto profonda; suscita un’eco un po’ smorzata nel cuore. Ah! Potessi dimenticare che la vita riduce le sue promesse davanti ai miei occhi... Il mio cuore batte forte come a vent’anni. Di notte, lenta risalita del fiume. Sulla riva sinistra, da lontano, delle luci; all’orizzonte, un incendio nei boschi. Sotto di noi la spaventosa profondità del le acque».
La spaventosa profondità del viaggio che si estende dinanzi all’anima interminabile della vita.





