Mensile di studi e attualità · dal 1957
Geopolitica · Il mondo
di Fernando Mezzetti
Numero 734 · aprile 2022

Non ha vincitori la guerra proditoriamente scatenata da Vladimir Putin contro l’Ucraina. L’attacco è avvenuto poco dopo che si erano concluse a Pechino le Olimpiadi invernali, un evento festeggiato dal mondo intero ma non a Mosca. Il comitato olimpico internazionale, infatti, non aveva ammesso alla grande competizione la squadra di atleti russi avendo accertato che molti di loro, in varie discipline, ricorrevano al doping. Dalla festosità dei fuochi d’artificio nello stadio dalle mille luci, al rombo delle truppe corazzate che dall’altra parte del mondo irrompevano sul territorio dell’Ucraina sotto un limpido cielo stellato, si compiva una metamorfosi nefasta: nulla sarà più come prima, il mondo non sarà più lo stesso.
Non sappiamo che cosa il mondo sia diventato, e soprattutto che cosa sarà. Per ora, sappiamo quel che vediamo e sentiamo: milioni di profughi in fuga davanti alle bocche dei cannoni, donne e bambini, mentre gli uomini validi, superata la frontiera del paese vicino per portare alla salvezza i loro cari, tornano indietro per andare a combattere per la loro patria guadagnando autentica e piena indipendenza.
Per ora, vediamo scorrere le acque del Dniepr arrossate di sangue, vediamo le babushke, anziane e affaticate, sempre premurose coi bambini, vediamo le vittime dei bombardamenti, migliaia di morti, case in macerie, il pianto di quelli ancora vivi, ma la cui esistenza è distrutta, gli affetti più cari scomparsi; Mariupol martirizzata col suo ospedale sventrato, i reparti di maternità polverizzati per prevenire la nascita di nuovi ucraini che in futuro potranno essere pericolosi; ovunque scenari di guerra come in un set cinematografico, finora visti solo al cinema, artistica finzione in una realtà troppo cruda.
Studi cattolici · n. 734 · aprile 2022
Edizioni Ares · Milano
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