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Una catastrofe dimenticata del 1922. L’Asia Minore di Venezis

Una catastrofe dimenticata del 1922. L’Asia Minore di Venezis

di Daniele Gigli

dicembre 2022

Ci sono libri che non dovrebbero mai essere scritti. Libri che non dovrebbero essere scritti, né tantomeno essere letti, perché mai dovrebbero accadere i fatti che li ispirano. Il numero 31328. Il libro della schiavitù (Edizioni Settecolori, Milano 2022, pp. 308, euro 22) di Ilias Venezis è uno di quei libri, un libro «scritto col sangue» – come avverte lo stesso autore nella premessa alla seconda edizione – e che le Edizioni Settecolori riportano meritoriamente in Italia, per la prima volta in traduzione diretta dal greco all’italiano grazie alle cure attente di Francesco Colafemmina e introdotto da una nota di Antonia Arslan.

Con il sangue di chi? Riavvolgiamo il nastro. 1917, ultimo scorcio della Grande guerra, quella guerra per cui il primo agosto di quello stesso anno – nell’appassionata e drammatica Lettera ai capi dei popoli belligeranti – Benedetto XV scolpirà la marmorea definizione di «inutile strage» con cui ancora la ricordiamo.

Ma se ogni guerra vista con gli occhi dell’eterno mostra la sua natura di inutile strage, quanto invece ai nostri occhi contingenti – pieni di brama e di vizio latente, di passioni mal dirette e di mezzi scambiati per fini – quanto a questi occhi di carne stragi e aggressioni sembrano sempre traboccare di ragioni! L’idea, l’idea che si fa cancro e che diventa ideologia, che schiaccia i singoli uomini in nome del Bene, di un bene che è sempre maiuscolo nell’iniziale e nelle intenzioni – e mai, mai, mai negli esiti.

È il 1917, allora, e il Regno di Grecia, stretto nella diatriba tra il re Costantino, che non vorrebbe, e il carismatico primo ministro Eleftherios Venizelos entra nel conflitto al fianco dell’Intesa – presumendo che l’ormai prevedibile vittoria degli alleati avrebbe permesso agli ellenici di dare forma reale alla Megali Idea, la Grande Idea, l’utopia di uno Stato che unisse sotto la bandiera greca tutti i territori abitati dai greci in Asia Minore.

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