Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron
gennaio 2025
Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi, Milano 2010 [2007], pp. 206, € 12.
Quand’è che il dolore che proviamo ci sarà davvero utile? Quand’è che l’inquietudine, il non sentirsi al proprio posto si trasformeranno in lenti d’ingrandimento per un futuro più sereno? È giusto passare per le fasi del dolore in vista di qualcosa più grande?
James Sveck ha diciassette anni in una New York di gallerie d’arte e ristoranti lussuosi. Lasciato “indipendente” da entrambi i genitori – separati –, ha imparato a gestire la propria vita da solo e a scontrarsi con le aspettative che la società ripone nei giovani. Aspettative che James cerca di distruggere preferendo la solitudine («Sono sicuro di poter imparare tutto quello che voglio leggendo i libri che mi interessano») a una (s)piacevole compagnia (vuole essere ignorato perché gli han detto molto volte che «sta solo cercando l’attenzione. E tu ignoralo».), scelta che lo porta a essere visto come un “disadattato” dai coetanei. O ancora preferisce cercare su internet case di campagna lontane dalla fauna cittadina piuttosto che iscriversi alle facoltà universitarie più remunerative.
James fatica a trovare il suo posto nel mondo. È un’anima sensibile, disillusa dalla superficialità delle persone che lo circondano e dalla società, è confuso sulla sua identità e prova ansia riguardo al futuro.
Ricordo di aver chiesto a papà se quell’uomo aveva dei problemi e lui mi ha risposto di no, era solo uno squalo; in certi lavori, mi ha spiegato, bisogna essere squali, si dà per scontato. Allora gli ho chiesto se anche lui era uno squalo e mi ha risposto di no, che lui era più un avvoltoio, lasciava che altri animali ammazzassero la preda e lui spolpava i resti. Queste rivelazioni mi avevano molto abbattuto e volevo chiedergli se esistevano lavori per gli agnelli e i conigli, ma ho capito che era meglio stare zitto.
Affronta il mondo con ironia e sarcasmo, professa l’apertura mentale ma durante le sedute di terapia con la psicologa è estremamente polemico. Vuole distanziarsi dalla generazione dei boomer che non riusciranno mai a capirlo.
Capire che la sua ironia, la sua individualità, nascondono un dolore.
Un giorno questo dolore ti sarà utile è un libro altamente introspettivo e per questo autentico. Una critica alla società moderna e un diario di riflessioni profonde e talvolta ciniche che offrono una prospettiva unica sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta. La profondità di lettura di questo libro sulla realtà rimane intatta nonostante siano trascorsi diciassette anni dalla prima uscita italiana e il libro sia arrivato alla trentunesima edizione.
In un contesto apparentemente così grigio, spicca però la figura luminosa della nonna che riesce talvolta a essere un faro per James. «A volte le brutte esperienze aiutano, servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero. Forse ti sembro troppo ottimista, ma io penso che le persone che fanno solo belle esperienze, non sono molto interessanti. Possono essere appagate, e magari a modo loro anche felici, ma non sono molto profonde». Forse, con queste persone al nostro fianco, la vita non sarà mai così infelice.





