Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Papa Francesco apre la Porta Santa per il Giubileo della Misericordia del 2015.
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Piazza San Pietro · Fede e ChiesaSc 735

Un appello per la Pace

di Aldo Maria Valli

maggio 2022

Si intitola Preventing Nuclear War and War Against Civilian Populations: Also a Task for the Sciences la dichiarazione con la quale la Pontificia Accademia delle Scienze si rivolge ai leader politici di tutto il mondo perché «prendano l’iniziativa per porre fine immediatamente alla guerra in Ucraina e avviare una risoluzione pacifica», guardando oltre «le strette preoccupazioni per il vantaggio nazionale». L’appello è rivolto anche agli scienziati, perché si impegnino a «sviluppare metodi pratici di controllo delle armi», ai leader religiosi, affinché mettano in luce «con forza e persistenza le gravi questioni umane in gioco», e a tutti gli uomini e le donne perché combattano una sola battaglia: quella contro «la convinzione che le guerre siano inevitabili».

«Gravi disuguaglianze tra le nazioni e all’interno delle nazioni, miopi ambizioni nazionali o di parte e brama di potere sono i semi del conflitto che può portare alla guerra generale e nucleare», avverte l’organismo vaticano, senza dimenticare che anche «gruppi terroristici potrebbero acquisire armi nucleari o sviluppare la capacità di produrle».Tra i rischi denunciati vi sono «le distruzioni, intenzionali o non intenzionali, di centrali nucleari, con gravi conseguenze per vaste popolazioni e perdite incontrollate di scorie nucleari che possono essere usate per le cosiddette bombe sporche». Occorre poi sottolineare che «il mantenimento delle armi nucleari in stato di massima allerta fa aumentare la probabilità di un lancio di armi nucleari per cause accidentali o come risultato di una manipolazione informatica».

L’Accademia, che aveva già affrontato la questione con una dichiarazione nel 1982, rileva che la situazione appare oggi «persino peggiorata», a causa di un maggior livello di sfiducia e sospetto tra le diverse aree del mondo e in particolare tra le grandi potenze: Usa, Cina, Unione europea e Russia. «Riconoscendo il diritto naturale degli esseri umani a vivere con dignità e ad aspirare alla felicità, la scienza deve essere usata per assistere l’umanità verso una vita di prosperità e pace», afferma la Pontificia accademia, ma «ciò che si vede è lo sviluppo delle potenzialità di armi nucleari, nonché di armi chimiche e biologiche e di missili ipersonici avanzati, progettati per eludere i sistemi di difesa esistenti».

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