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Letteratura · Lettere
di Paola Tonussi
Numero 732 · febbraio 2022 · Quaderno: R.L.Stevenson - L'avventura del cuore

Il «compromesso vittoriano»: così Chesterton, nell’incantatorio labirinto dell’Età vittoriana nella letteratura, definisce l’atteggiamento dei suoi contemporanei radicalizzato in prassi sociale, politica e morale.
Pur dichiarandosi figlio del proprio tempo, poco prima di lui Robert Louis Stevenson tira con la fionda a quel «compromesso», e ne smaschera convenzioni e ipocrisie. Condivise peraltro da gran parte della società inglese, pronta a vedere nell’industrializzazione esclusivamente una fonte di progresso, ricchezza e sviluppo, e a ignorarne drammatici conflitti sociali, distruzione del paesaggio, ansie e disparità sempre più ampie tra classi sociali.
Per Stevenson si tratta di un «ordine di contrasti che è impossibile conciliare» (Il flauto di Pan): una sorta di «patteggiamento» etico, un’impilata di contraddizioni angoscianti di cui più meno tutti i vittoriani si sono occupati. Dai romanzi di George Eliot e Dickens alla critica estetica di Ruskin, dai versi di Tennyson e Rossetti, per superare quasi il crinale del ’900 con l’ironia di Oscar Wilde o lo sguardo tragico di Thomas Hardy.
Studi cattolici · n. 732 · febbraio 2022
Edizioni Ares · Milano
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