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Copertina del numero di Studi cattolici

Stanchi "giochi di palazzo"

di Dino Basili

febbraio 2021

L’economia reale soffre inquietanti salassi e saliscendi. Ogni numero è ballerino. Peggio, spesso viene cannibalizzato nel giro di pochi giorni da altre cifre più allarmanti. Sconquassi e… sconquasi. I giochi di palazzo, benché stanchi, non recedono; facile andare fuorigioco, com’è capitato (ricapiterà presto?) all’agitato Matteo Renzi. Più stabili le mance. In paziente fila davanti alla farmacia, una ragazza accenna a un ironico sospetto: «Ai vertici dei Cinquestelle qualcuno avrà studiato in Manciuria…». Ride soltanto un anziano musicista che borbotta lievi do-re-mi. Tra l’altro, ripropone a qualsivoglia premier, Giuseppe Conte compreso, la raccomandazione di Richard Strauss ai direttori d’orchestra: non lanciare mai sguardi incoraggianti agli strumenti più fragorosi. Una terza voce corregge il librino di un assiduo talkshowista, leggiucchiato nella coda: «Si scrive che è urgente un governo di salvezza nazionale. Sarebbe preferibile auspicarlo di saggezza nazionale. Non esiste salvezza senza saggezza». Parole che ritornano l’indomani, ascoltando la scadente discussione parlamentare sull’esecutivo Conte. Ostruttori versus costruttori: Ih oh, quanti ragli. La partita cambia con l’appello solenne del Quirinale e l’irruzione di Mario Draghi. Whatever it takes. Le urne? Attendono corrucciate «mister Incidente». Circola una gran voglia: distribuire gratis in emicicli e palazzi prodigiosi apparecchi acustici contro i dialoghi tra sordi. Non meraviglia che sia stato decifrato un testo «Elamita lineare» di quattromila anni or sono e rimangano oscuri i messaggi tra Nicola Zingaretti e le gerarchie grilline. Come quelli all’interno del centrodestra. Ormai ogni precarietà è sorpassata dalla crisi di sistema.

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Secondo i tecnici del ramo, la disinformazione si articola in tre livelli. Primo, ingannare continuamente l’avversario; secondo, fare il possibile perché si autoinganni; terzo, allestire disinformazioni sulla disinformazione. Quest’ultimo punto, che richiede una certa abilità, è stato assai praticato durante i torbidi mercati di poltrone e sgabelli.

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