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Squisitissimi souvenirs dal Grand Tour
Arti visive · Arti e spettacoloSc 733

Squisitissimi souvenirs dal Grand Tour

di Michele Dolz

marzo 2022

Un centrotavola come non si era mai visto: novantotto statuette di porcellana biscuit che raffigurano l’intero mondo antico, dal trionfo di Bacco e Arianna fino ai cammei in miniatura, passando per ogni divinità e figura simbolica. Occupava una superficie di 300 x 190 centimetri. C’era da lasciarci gli occhi in quel sontuoso Parnaso domestico, centro spettacolare di banchetti, si suppone altrettanto splendidi. Lo commissionò nel 1786 l’ambasciatore veneziano a Roma al ceramista Giovanni Volpato che, da Bassano del Grappa, si era trasferito a Roma. Volpato produceva queste porcellane per la costante richiesta dei visitatori e viaggiatori; le vendeva in unità raggruppabili a gusto dell’acquirente. Aveva inventato il moderno souvenir.

Entrando nella grande sala delle Gallerie d’Italia a Milano, la prima opera che seduce il visitatore è questa. E lo sguardo si perde in questo mare di personaggi che, immaginandoli sulla tavola a cui siamo seduti, sono all’altezza degli occhi. Ma in realtà è tutta la mostra che ci avvolge come se fossimo entrati nel modo di guardare di quei viaggiatori. È Il Grand Tour (catalogo Gallerie d’Italia/Skira), che raduna le opere dipinte dagli artisti in visita, le opere che questi compravano ad artisti italiani, alcune opere antiche da loro ammirate.

Tra fine Seicento & metà Ottocento

Com’è noto, il Grand Tour era il viaggio in Italia che «bisognava» fare a culmine dell’istruzione. L’Italia dei bei paesaggi incredibilmente variegati, l’Italia del mistero delle antiche rovine, l’Italia dell’arte antica conservata e ammirata. L’Italia che era stata culla, a metà Settecento, del movimento neoclassico diffusosi in tutta Europa. I turisti incominciarono a venire a fine Seicento e il fenomeno durò fino alla metà dell’Ottocento; tra il 1748 e il 1796 l’Italia godette di una pace invitante. Le città visitate erano – non si fa fatica a indovinarlo – Venezia, Firenze, Roma e Napoli. I più arditi si spingevano fino alla Sicilia e naturalmente si facevano soste in città intermedie. Il tutto per una durata di diversi mesi.

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