Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Una delle lapidi del "Cimitero della Gamba"
Una delle lapidi del "Cimitero della Gamba"
Lettera da · SocietàSc 765

Spoon River sul Serio

di Silvia Stucchi

novembre 2024

Si chiama “Cimitero della Gamba”, ma il nome non ha nulla a che vedere con gli arti inferiori: sì, perché questo piccolo gioiello storico e architettonico, che sorge a Romano di Lombardia (Bergamo) deve il nome al fatto di sorgere su un terreno anticamente di proprietà della famiglia Gamba.

Il cimitero, settecentesco, è ora inglobato nell’abitato, ma, all’inizio del XVIII secolo, il luogo si trovava fuori città, zona ideale per trasportare dal sepolcreto sotto il sagrato i resti dei cittadini morti da molti decenni, e per costruire un nuovo cimitero.

Questo, ancora oggi visitabile, consta di due ali porticate e decorate con le tappe della Via Crucis elegantemente dipinte in tondi adorni di fregi, secondo il gusto settecentesco; al centro, un altare, davanti al quale troviamo una lapide di riuso, spezzata, che esibisce un curioso dativo plurale ANIMABUS (in luogo del corretto ANIMIS); poi, vicine all’altare, fanno bella mostra di sé le lapidi che ricordano i sacerdoti e i presbiteri locali.

Al centro del cortile interno al cimitero, la grande croce, che copre la fossa comune dove furono traslati, alla fondazione del cimitero, i resti umani accumulatisi nei secoli, ha una storia interessante e curiosa: la devozione popolare suggeriva, nel caso che qualche bambino si rivelasse un po’ in ritardo dal punto di vista dello sviluppo motorio, di portarlo a camminare, per tre domeniche di fila, “sura la Crus” (in dialetto, “sopra la Croce”), nel momento in cui, dal centro cittadino, arrivava l’eco delle campane della “messa alta”, mentre l’accompagnatore (o accompagnatrice, come più spesso avveniva, dato che i bambini arrivavano in braccio a madri, nonne, zie) recitava dei Pater Ave Gloria e una serie di Requiem Aeternam all’indirizzo dei suoi defunti e alle anime del Purgatorio.

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