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Anna Maria Tamburini, Sequenze auree
Anna Maria Tamburini, Sequenze auree

Sequenze auree di Anna Maria Tamburini

di Silvia Venuti

gennaio 2023

L’anima & la fede

Anna Maria Tamburini, Sequenze auree, Raffaelli Editore, Rimini, 2022, pp. 104, euro 15.

Con i versi d’esordio della raccolta, formulati a domanda, «Come / possa questo immenso / starmi accanto – e sopra / e dentro – a me finito / – un punto forse / forse meno, come / possa forare / quel sipario di terra / che alimenta la fiamma / del mio desiderio…», l’autrice manifesta, da subito, l’intensa tensione spirituale che pervade tutta l’opera.

Scrive nella Prefazione Natalino Valentini:

Un invisibile ordine spirituale tiene insieme intimamente la parte al tutto, il finito all’infinito, l’istante all’eterno, donando alla semplicità del quotidiano accadere il senso della sua celebrazione.

Anima i testi una voce da profeta, quasi si dispiegasse il mondo su un altare, offrendo visioni intense di natura in fermento e di anime raccolte nell’esercizio della vita.

La Storia spirituale dell’uomo si palesa luminosa e viene ad abitare nel cuore di ciascuno, chiamato all’Infinito. Lo spirito di fede si squaderna nella realtà ovunque poggi sguardo e pensiero.

Un biblico procedere richiama alla memoria Abramo, Zaccaria, Erode e san Giovanni con monologhi da rappresentazione teatrale: presepi di personaggi che con un sacro narrare testimoniano un sacro compiersi di spirituali destini.

San Giovanni al Giordano così proclama:

Non son degno di quanto / mi chiedi. È nei tuoi occhi, / tutta nei tuoi occhi è la luce / che dentro mi affoca / mi immergo a lavare / la polvere solo.

L’Amore divino, che nel Cristo si dona, è cantato con un glorioso inno di fede.

L’aspirazione al trascendente, che lievita costantemente nella scrittura di Anna Maria Tamburini, è stata profondamente coltivata attraverso le letture bibliche e lo studio di autori quali Emily Dickinson, Thomas S. Eliot, Rainer Maria Rilke, Agostino Venanzio Reali, Margherita Guidacci, Cristina Campo.

Nel Diario di marzo, torna il presente, l’anelito del quotidiano: immagini e suoni e colori riflettono lo scorrere della vita con l’anima in silente attesa. In Sguardi, Chagall e Degas ispirano parole vaporanti d’emozioni visive:

L’umore che s’imprime verde / della foglia se ferita nelle vene / o nerbature come sangue d’uomo / schizzato che macchia il sole / il suo nucleo nero e obliqui / violini di ali d’angeli / spiegate alla sposa che vola / coi fiori col velo / il rabbino che prega / che il rotolo spiega.

La meditazione della montagna attraversa il silenzio per elevare la preghiera del cuore attraverso il respiro: testimonianza spirituale di tale intensità da costituire il nucleo centrale della raccolta:

e tu, mio Tu / che susciti elevi / ciò ch’è lieve / che non ti curi / della sproporzione / la mia misura un punto / non t’affligge / che rialzi ciò che cade / Tu immenso alto / Tu fuoco che agiti / il mio fuoco / – chi sono io / e sono? o sogno… / il desiderio / la nostalgia di cosa / mi pervade e muove.

Si alternano a seguire poesie dai riferimenti religiosi, poesie originate da episodi esperiti, poesie dedicate: un versificare narrativo che può apparire descrittivo per l’abbondanza degli elementi che lo costruiscono ma che è, invece, tensione simbolica al sublime nel tripudio dei colori e della luce sempre in competizione con l’ombra; una luce che ancora si espande, s’irradia intensissima dai versi conclusivi della raccolta:

Tu donna figlia madre sposa / del respiro che alimenta le fonti / cateratte del cielo / e degli abissi della terra / che rinnova il sangue / di momento in momento dentro / oltre il nostro tempo oltre il tempo / nel tuo corpo ha preso corpo / la Vita dal tuo sangue / di luce ricolmo si è fatto incontro / nel tempo l’eterno.

Natalino Valentini, che ha saputo tributare con viva partecipazione grande onore alla raccolta, sottolinea:

Nella poetica di Anna Maria Tamburini, forgiata dall’incontro trasformante con la poesia francescana di padre Agostino Venanzio Reali, ogni piccolo dettaglio, apparentemente insulso, si colora di una tonalità trascendente, fino a farsi iniziazione al Mistero, preghiera poetante.

Il titolo della silloge, che allude alla sezione aurea come riferimento simbolico e, la ripartizione delle sequenze poetiche con numeri romani e arabi, contribuiscono a confermare, con forza, questa immersione nel sacro. Numerose appaiono, inoltre, le citazioni di Maestri spirituali e di filosofi proposte a esergo delle varie sequenze che scandiscono, con rigore, i tempi delle tematiche meditative.

Anna Maria Tamburini, in parallelo alle pubblicazioni di poesia, ha affrontato anche un percorso critico letterario sull’opera di Agostino Venanzio Reali, Margherita Guidacci, Cristina Campo con monografie e curatele saggistiche presso editori quali Studium, Aracne, Rubbettino e varie riviste letterarie.